Politica

Greta Thunberg lascia la Svezia: “Non mi sento più al sicuro”

Intervistata dal quotidiano svedese Dagens Etc, in vista dell’uscita di un documentario che segue il suo attivismo e quello del movimento “Fridays for Future”, l’attivista svedese Greta Thunberg ha rivelato di non sentirsi più al sicuro in Svezia e che intende lasciare il suo Paese natio: “Il mio piano è di vivere da uno zaino e dormire sul pavimento delle cucine di amici”, ha dichiarato Greta Thunberg, che oggi studia un corso a distanza per diventare assistente infermiera continuando con il suo impegno da attivista per l’ambiente, unito a quello per i diritti umani.

“In Svezia non mi sento più al sicuro”

Greta Thunberg nel 2018, a soli 15 anni, iniziò a saltare la scuola un giorno a settimana per sedersi davanti al Parlamento a Stoccolma chiedendo ai politici di agire per contrastare il cambiamento climatico. Nacque così il movimento “Fridays For Future” (FFF), che portò la giovane attivista a essere nominata dalla rivista Time come una delle persone più influenti al mondo. Nonostante la giovane età, Greta Thunberg ha ricevuto nel corso degli anni molte critiche sulle piattaforme social e anche minacce di morte, che lei e i suoi compagni temono possano tornare con la pubblicazione del film “Strejkarna” (Scioperanti), che uscirà nelle sale in Svezia il 15 maggio.  “Il film racconta come siamo passati dall’essere sostenuti dalla società all’essere bollati come terroristi. Ora è più facile liquidare le nostre opinioni, come se fossimo dei pazzi a cui non vale la pena dare ascolto”, ha sottolineato Thunberg.

L’attivista in passato aveva dichiarato che la Svezia fosse uno dei Paesi più sicuri per essere attivisti. A distanza di anni, però, la sua opinione è drasticamente cambiata: “Vediamo uno sviluppo simile anche in molti altri posti. Si sta diffondendo un’ondata fascista estremamente ostile nei confronti di chi, come noi, crede nell’empatia e agisce in questo senso, e desidera che si dia ascolto alla ricerca”.

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Giuseppe Avico