Il deputato dem Lorenzo Guerini (Foto Ansa)
“Gli investimenti nella difesa sono necessari e non possono essere subordinati alle ragioni di un’alleanza. L’unità è importante, ma non può essere l’unica stella polare”. Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, Lorenzo Guerini, deputato del Partito Democratico ed ex ministro della Difesa.
“Servono responsabilità e visione – aggiunge -, non una confusa demagogia. Ricordo che in passato lo abbiamo già fatto: il Conte 2 è stato il governo che più ha aumentato percentualmente i fondi per la Difesa, segnando una strada proseguita dai governi Draghi prima e Meloni poi, almeno fino alle decisioni di questi ultimi mesi”.
Meloni chiede flessibilità per le spese della difesa: il 5 per cento non è più l’obiettivo? “Ho detto da subito – prosegue Guerini – che la modalità con cui è stato deciso il 5% all’ultimo vertice Nato sembrava rispondere più a un’esigenza comunicativa di Trump che a una reale adesione all’obiettivo dei Paesi membri. Io penso che la questione da affrontare sia molto più complessa. E al primo posto c’è il tema della attuale crisi politica, non tecnico-militare, dell’Alleanza atlantica. Alla ricostruzione della fiducia politica tra i membri della Nato, che è la premessa della sua credibilità, andrebbero dedicati i nostri maggiori sforzi. E, insieme a ciò, un credibile e ineludibile aumento della spesa militare europea, per colmare innegabili lacune nei sistemi di difesa, riequilibrare il peso della responsabilità tra le due sponde dell’Atlantico, rafforzare l’autonomia strategica europea”.
Guido Crosetto frena sull’ingresso dell’Ucraina nella Ue. “Negare all’Ucraina la prospettiva di adesione alla Ue – afferma ancora – significherebbe sottrarle il futuro, perché rinnegherebbe la ragione ideale che ha ispirato più di tutto gli ucraini in questi anni” conclude Guerini.