Politica

Guerriglia sul Referendum, si teme l’astensione che ha colpito le Comunali in Francia. Lo sfogo del ministro Nordio

Guerriglia sul Referendum. Ancora veleni e insulti prima del voto (22-23 marzo). L’ultima settimana di campagna elettorale non promette nulla di buono. Da quando è stato diffuso l’invito ad “abbassare i toni” (anche il Colle si è garbatamente pronunciato) i decibel, alti e stonati, si sono impennati. Risultato: una cagnara, una baraonda di voci, un derby tutto politico, anche un valzer di verità fasulle. Morale: a pochi giorni dalle urne il bilancio informativo sul quesito che ci troveremo di fronte in cabina e’ francamente sconcertante, per non dire inquietante se non disorientante.

Per carità, il mondo politico tante cose le ha spiegate allargando la tribuna a magistrati contrapposti, tipo Gratteri-Di Pietro; reclutando (o assoldando) giuristi e avvocati, financo attori, attricette, comici, cantanti, presunti intellettuali. Nel bailamme sono finiti persino il marito della sindaca Salis, Sabino Cassese e il duo Ficarra&Picone.Poche storie: ne è uscita una Babele. E qualche svirgolata sfuggita anche a uomini pacati come il senatore dem Boccia, il marito dell’ex ministra Nunzia De Girolamo (“il Sì sventra la Costituzione”). Perbacco. Senza dimenticare le Cassandre aggrappate al funesto mantra (“è in gioco la democrazia”).

Guerriglia sul Referendum, si teme l’astensione che ha colpito le Comunali in Francia. Lo sfogo del ministro Nordio (nella foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Il monito delle comunali in Francia

Le urne di marzo francesi hanno “avvertito”: pesa l’astensione. In Francia si è votato in 35.000 comuni, quasi 49 milioni di elettori coinvolti ma oltre il 40% non è andato a votare. Stime raccolte sia nelle grandi città come Parigi e Lione sia nelle piccole. Tra le cause principali viene indicata la “crescente sfiducia nei confronti della politica”. Una sorta di “stanchezza democratica”, un fenomeno che interessa soprattutto giovani e classi popolari. Per la cronaca: a Parigi è dato in vantaggio il socialista Emanuel Gregoire tallonato dalla conservatrice Rachida Dati con altri candidati in corsa per il ballottaggio. A Marsiglia e Lione si registrano distacchi minimi tra i principali contendenti. In crescita Le Pen, spariti i macroniani.

Lo sfogo del ministro Nordio

Al centro da giorni di polemiche e minacce, il ministro della Giustizia nonché padre della riforma, è intervenuto con uno sfogo affidato alla conduttrice televisiva Hoara Borselli. In sintesi il suo pensiero: “Ci hanno chiamato fascisti, piduisti e banditi, come ai tempi delle Brigate Rosse. Non temo il partito dei Pm ma il crollo di credibilità della magistratura. Le toghe resteranno sempre indipendenti dalla politica, ma sono dipendenti da loro stesse e dagli intrecci correntizi”.

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Enrico Pirondini