Politica

Guerriglia urbana e paura, gli italiani chiedono risposte concrete

Ora davvero è arrivato il momento di dare agli italiani una maggiore tranquillità. L’inferno dell’ultimo weekend ha lasciato il segno e non può essere dimenticato tanto facilmente.

La politica deve rendersi conto che la gente ha bisogno di vivere senza la paura di doversi trovare nel mezzo di una guerriglia che nessuno si augura. Il teatrino del pro e del contro non può continuare.

È inutile e dannoso praticare il gioco (si può definire così?) che ognuno vuole andare a cercare il colpevole in casa degli altri. Il Palazzo deve rendersi conto che la musica deve cambiare, che dinanzi a certi fatti mostruosi non si può essere “l’un contro l’altro armati”.

Possibile che in casi del genere non si possa mai trovare un punto d’incontro tale da rasserenare i milioni di persone che abitano nel nostro Paese?

È mai concepibile un comportamento del genere? Oltre che cavalcare la propria ideologia il Parlamento e il governo debbono pensare di trovare una soluzione che non faccia tremare tutti, dal più povero al più ricco.

Ora, Palazzo Chigi vuole rompere gli indugi e approva nuovi provvedimenti che impediscano quel che è avvenuto sabato e domenica scorsa in molte città italiane.

L’esempio della Francia deve preoccuparci. Lì già si parla di coprifuoco, mai sia che anche noi si debba ricorrere a tanto. Le prime risposte dell’esecutivo riguardano la colpevolezza e il fermo preventivo per i minori, gli arresti per chi sfascia vetrine e ruba nei negozi, maggiore severità nei confronti dei responsabili. Da subito si vogliono mandare a Milano 500 soldati che non avranno però i poteri della polizia. Matteo Salvini aveva chiesto di più, il sindaco Sala sarà felice perché ha ritenuto che lo sfacelo in piazza Duomo e nelle strade limitrofe è stato possibile perché c’era pochissima polizia in quella zona che doveva essere “osservata” in altro modo.

Maggiore sicurezza, dunque, ma c’è immediatamente la replica di chi la pensa in maniera contraria.

Non è con la repressione che si combattono fenomeni del genere: diversi intellettuali puntano il dito contro queste scelte visto che non è cambiato nulla se nei quattro anni di governo Meloni il pugno duro ha avuto molte versioni senza risultati. Si torna a parlare di lotta di classe, dei poteri forti che rendono la vita difficile ai più deboli, della integrazione delle seconde generazioni che non c’è mai stata.

Perché? Anche in questo caso il teatrino della politica riapre il suo palcoscenico per dire tutto e il contrario di tutto. I figli italiani dei genitori stranieri ritengono di essere dei reietti, così vengono affiliati dai delinquenti di piazza che se ne servono per compiere le loro scorribande. Stando così le cose, il futuro appare quanto mai incerto perchè chi dovrebbe sanare le piaghe del Paese pensa ad altro, magari soltanto ai propri interessi.

Le elezioni politiche si avvicinano ed il duello non si ferma, anzi fa proseliti. Elly Schlein ripete che deve essere lei la candidata a combattere Giorgia Meloni. “Sarò io, con le primarie o senza”.

In un primo momento Giuseppe Conte tace, poi si rifugia nella riforma, aggiungendo che le primarie non debbono essere “una conta fra i leader dei partiti”. Si gioca con le parole di modo che un domani nessuno possa smentirti e sostenere che hai compiuto un grossolano errore. “La Schlein sta dribblando i corvi”, ripetono i suoi fedelissimi rivolgendosi a quegli amici- nemici che la vorrebbero far fuori.

La segretaria del Pd spera in un armistizio prima del programma perchè oggi come oggi la distanza fra Pd e 5Stelle è quasi abissale. La destra non rimane in silenzio, è sicura che l’opposizione insieme con una parte degli studenti è per il caos. Dichiarazione forte in netto contrasto con il parere della sinistra. Infatti gli scempi durante le manifestazioni di protesta sono opera di un gruppo di malviventi che non hanno nulla a che fare con le marce dei liceali e degli universitari.

Allora per quale ragione non si studiano nuove mosse di protesta a cui i teppisti non possono partecipare? Manca un servizio d’ordine come ai tempi del vecchio Pci dove chi organizzava le marce sapeva come tener lontani “i disturbatori”. Così accade che pure un magistrato si lascia sfuggire un pensiero su Giorgia Meloni rea di non aver firmato una decisione che non riconosceva alla categoria “soldi retroattivi” per via del superbonus. “È una nana borgatara”, ha scritto in un poster. Reazioni, accuse contro il giudice, il quale poi è trasecolato, affermando che era stato un hacker a manipolare il tutto. Speriamo che la difesa del magistrato rappresenti la verità. A proposito, si chiama Alessandro Di Cicco e fa parte della procura di Roma.

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Bruno Tucci