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I Volenterosi al fianco dell’Ucraina: “Esercitazioni a ottobre”, l’Italia non parteciperà. Mosca contro Londra: “Getta benzina sul fuoco”

I 35 anni dell’indipendenza dell’Ucraina dal dominio sovietico sono l’occasione per riportare al centro della politica internazionale la guerra sul fianco orientale dell’Europa. E spingono i Volenterosi ad accelerare sul sostegno al Paese invaso, trainati soprattutto da Andy Burnham. Durante la visita a Kiev e nel suo primo viaggio all’estero, il neo premier britannico ha autorizzato l’azienda di difesa Mbda a condividere con le forze ucraine dei progetti classificati sui componenti britannici del missile Scalp, versione francese dello Storm Shadow, tassello fondamentale per consentire a francesi e ucraini di accelerare sulla produzione in Ucraina di quest’arma a lungo raggio.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha invece annunciato che le esercitazioni della Forza multinazionale per l’Ucraina, l’iniziativa di peacekeeping nata in seno alla coalizione,”saranno condotte nei mesi di ottobre e novembre”. L’Italia, come spiegano fonti di Palazzo Chigi, “non vi parteciperà” in linea con la posizione del governo del “no ai soldati italiani” in Ucraina.

Nell’anniversario dell’indipendenza, Zelensky ha innanzitutto incassato il rinnovato sostegno da parte dei più stretti alleati, a partire dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che giunto a Kiev ha parlato di un “sostegno incondizionato” dal parte dell’Ue, mentre la Commissione europea ha approvato nuovi fondi per un valore di 6,1 miliardi di euro destinati a sistemi di difesa aerea e antimissile, missili, munizioni e radar.

La Russia: “Il Regno Unito partecipa a questa guerra e getta benzina sul fuoco”

Dalla capitale ucraina, il premier Burnham ha promesso di fornire “tutto l’aiuto che serve”, paragonando la resistenza dell’Ucraina contro la Russia alla lotta del Regno Unito contro la Germania nazista. Parole che si sono concretizzate innanzitutto nell’autorizzazione a fornire le informazioni riservate sullo Scalp, che ha mandato su tutte le furie il Cremlino: “Il Regno Unito partecipa a questa guerra, alimenta sistematicamente e regolarmente il conflitto” e “getta benzina sul fuoco”, ha attaccato il portavoce Dmitry Peskov. “Chi ha appiccato il fuoco? Questa è la domanda”, ha replica secca di Burnham al funzionario russo.

Il sostegno a Kiev del premier britannico è proseguito esplicito nel suo intervento alla videocall dei Volenterosi, in cui ha sollecitato gli alleati a fornire più missili intercettori Patriot, prima di chiamare in causa il Congresso Usa per chiedere di “intensificare” la pressione economica sulla Russia. Gli appelli di Burnham sembrano rispondere direttamente alle priorità espresse da Zelensky nel corso della riunione, co-presieduta da entrambi insieme a Emmanuel Macron e Friedrich Merz e alla quale ha partecipato da remoto anche la premier Giorgia Meloni: “Abbiamo bisogno di almeno 300 missili Patriot per l’inverno”, ha detto il leader di Kiev agli alleati, formulando una richiesta che fa il paio con quella di far fronte al deficit economico registrato nel settore della difesa ucraino, quantificato in 27 miliardi di euro. Una soluzione, secondo il presidente potrebbe essere quella di anticipare l’erogazione dei fondi europei previsti per il 2027 o attingere dai beni russi congelati.

Allarme missili su Kiev

Mentre il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e il presidente finlandese Alexander Stubb erano ancora nella capitale ucraina c’è stato un allarme missili. I due leader sono stati evacuati in un rifugio. Secondo quanto riferito da fonti dei servizi di sicurezza, l’allarme a Kiev è scattato per la minaccia di missili balistici lanciati dall’area della città russa di Taganrog, vicina al confine sudorientale ucraino. L’allarme è poi rientrato poco dopo.

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Lorenzo Briotti