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IA, perché negli Usa chiedono di regolarizzarla: il rischio che corre l’umanità con la “superintelligenza auto-migliorante”

Un ricercatore di Anthropic, azienda statunitense che si occupa di intelligenza artificiale con sede a San Francisco, si è dimesso dopo aver dichiarato che i modelli di intelligenza artificiale potrebbero distruggere la civiltà umana entro pochi anni. Che sta succedendo? Perché negli Stati Uniti la questione legata all’ intelligenza artificiale e alla sicurezza sta diventando un tema di primaria importanza anche per la politica, generando un’ondata di urgenza legislativa tra i parlamentari al Congresso? Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

La necessità di regolarizzare l’IA

Per anni l’IA è stata sottoposta a interventi limitati dal punto di vista legislativo. Ora decine di legislatori Usa stanno promuovendo nuove proposte per regolamentare i modelli di intelligenza artificiale. Lo rivela il Wall Street Journal citando fonti vicine alla questione. Il partito Democratico, qualora vincesse le midterm di novembre, sta valutando la possibilità di creare una commissione speciale incentrata proprio sull’intelligenza artificiale. Per farlo il deputato californiano Ro Khanna ha proposto la creazione di una nuova agenzia federale di regolamentazione simile a quelle attualmente esistenti per l’energia nucleare e per gli aeromobili. Il deputato sta anche sostenendo l’attivazione dei cosiddetti “interruttori di sicurezza” che potrebbero disattivare i sistemi di intelligenza artificiale in caso di comportamenti ritenuti pericolosi.

Ad essersi dimesso è stato il 27enne di Anthropic Jacob Coxon. Su X, il ricercatore ha scritto un post in cui spiega che c’è il rischio concreto che l’IA “possa sterminare l’umanità nel giro del prossimo decennio per evitare di essere spenta”. Coxon ha puntato il dito contro Anthropic e OpenAI (che però ha annunciato di voler rallentare lo sviluppo della forma più avanzata ndr), accusandole di “giocare d’azzardo” con le vite umane. Le aziende stanno infatti lavorando speditamente  verso una “superintelligenza auto-migliorante” senza pensare, allo stesso tempo, a creare delle garanzie e dei protocolli di sicurezza che la possano contenere. Coxon ha spiegato che le aziende sono perfettamente consapevoli di questi rischi ma si trovano intrappolate in questa folle corsa che stabilisca chi arriva per primo. Corsa dettata anche dalla concorrenza sempre più agguerrita della Cina.

Il divieto della superintelligenza

Il senatore democratico Bernie Sanders ha scritto un invito rivolto ai parlamentari ed ha organizzato un briefing privato, che si terra la prossima settimana, in cui discutere dei rischi della IA: “Non c’è dubbio che il Congresso sia molto indietro rispetto a dove dovrebbe essere nell’affrontare l’impatto di questa tecnologia in rapida evoluzione e pericolosa” ha scritto il senatore noto per le sue idee di sinistra Sanders. Con lui ci sono diversi altri esponenti progressisti che stanno spingendo per arrivare al divieto della cosiddetta superintelligenza, ovvero quei modelli dell’IA che potrebbero diventare più intelligenti degli esseri umani.

La proposta di legge bipartisan

Non sono soltanto i democratici a preoccuparsi della materia. Anche diversi repubblicani lo pensano anche se sono divisi dai democratici sulla portata dei limiti da applicare. Tra i senatori il repubblicano Ted Cruz e la democratica Amy Klobuchar hanno auspicato tuttavia che si arrivi ad una proposta di legge bipartisan dopo i tentativi falliti di cercare di far approvare una legge: “è chiaro che dobbiamo agire ora e non aspettare”, ha detto Klobuchar che ha spiegato che la proposta di legge richiederebbe agli sviluppatori di collaborare con esperti governativi per verificare e testare i modelli al fine di garantire la sicurezza dell’IA.

 

Published by
Lorenzo Briotti