Il 7 ottobre nei documenti di Hamas: il "piano strategico d'inganno", il paravento dei negoziati sui prigionieri (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Documenti interni di Hamas, acquisiti dall’intelligence militare israeliana nella Striscia di Gaza nel corso della guerra, rivelano come il movimento islamista abbia elaborato negli anni un piano articolato per ingannare Israele e cogliere di sorpresa l’Idf durante l’attacco del 7 ottobre 2023.
Non sono i primi documenti resi pubblici che supportano la strategia di lungo termine di Hamas, ma si tratta di sei nuovi atti, analizzati dal Jerusalem Post, che ne pubblica estratti in arabo.
Un documento datato 13 settembre 2022, intitolato ‘Elaborazione del piano strategico di inganno alla base dell’attacco a sorpresa di Hamas”, prevedeva l’utilizzo dei negoziati sugli ostaggi (fino a quel momento erano in cattività a Gaza due civili israeliani e trattenuti due cadaveri di soldati) con il governo Lapid-Bennett come copertura diplomatica.
Nonché l’adozione di una ‘strategia del contenimento’, in cui solo la Jihad Islamica era impegnata nei cicli di conflitto con Israele e Hamas accettava di apparire più debole nel breve termine per non compromettere quello che viene definito il ‘Grande Progetto’.
Un documento del 25 settembre 2023, firmato da Mohammed Odeh (diventato poi il capo militare di Hamas a Gaza e ucciso da Israele il mese scorso) confermava che la strategia stava funzionando.
”L’ulteriore pressione esercitata sul nemico lo ha spinto a lavorare più intensamente con i negoziatori intermediari per placare la situazione”. Infatti, nei giorni precedenti all’attacco, erano in atto trattative, mediate dal Qatar, per aumentare il numero di gazawi con permesso di lavoro in Israele.
Lo stesso documento, 12 giorni prima dell’attacco, raccomandava di sfruttare le festività ebraiche come finestra operativa, anche in previsione del fatto che ”il nemico ha interesse nel medio termine a una de-escalation per non ostacolare i negoziati (per la normalizzazione) con l’Arabia Saudita”.
Il verbale dell’ultima riunione dell’ufficio politico di Hamas, datato 2 ottobre 2023, rivela che sette membri del bureau su ventidue erano assenti ‘per viaggi all’estero’, tra cui Khalil al-Hayya, che già si trovava in Qatar da dove tuttora gestisce i negoziati per conto di Hamas.