(Foto Ansa)
C’erano una volta i Verdi, ma prima ancora c’erano i radicali, che se ne occupavano e ora ci dovrebbero essere quelli di AVS, che appunto vuol dire anche Verdi e Sinistra. Non a caso. Nel loro manifesto ci dovrebbe essere, appunto, il clima… e ancora di più in una estate “totale “ come questa, dove gli anticicloni africani ci dimostrano soprattutto che sta crollando ogni negazionismo possibile e di fronte alla terza, quarta, quinta ondata, che fulmina la nostra Europa Occidentale, travolgendo ogni record di picchi di calura, non ci si può che arrendere. All’evidenza del cataclisma climatico del pianeta.
Il clima sta cambiando in ogni angolo della terra, in una scenario che potrebbe sembrare apocalittico: i ghiacciai che si estinguono a metri, la siccità permanente, la neve che sparisce dalla vetta del Cervino, montagna simbolo della nostra vita, la desertificazione che avanza, spingendo all’emigrazione popoli interi insieme alle guerre, i fiumi che si riducono e sembrano sparire, il verde che sparisce a Nord e a Sud, incenerito dagli incendi, il nostro mare in questa estate più caldo di sette grandi, la grandinate che diventano bombardamenti di proiettili di ghiaccio, che danneggiano gravemente tutto, le coltivazioni ma non solo.
Chiedere alle assicurazioni che devono pagare i danni alle auto crivellate dai proiettili della grandine…E in questo allarme gigante, che suona oramai da mesi e promette peggioramenti e aggravamenti, la risposta pubblica è solo l’accorrere dei soccorsi. Brucia la Sicilia anche intorno alle città e il vento di scirocco alimenta i roghi, evidenziando l’impotenza dell’uomo davanti alla rovina che consuma un patrimonio inestimabile e irrecuperabile.
Dove è finita la politica ambientale, quella dei Verdi e prima dei Radicali, antesignani della lotta per difendere la natura, Pannella in testa, la Bonino e gli altri? AVS la formazione, che mette insieme Sinistra e Verdi, sta li a partecipare allo sprint tra Schlein e Conte per conquistarsi la candidatura alla presidenza del Consiglio nel 2027. I Cinque Stelle, che avevano alla loro radice un’anima di difesa dell’ambiente, magari farcita anch’essa di “vaffa…” di Beppe Grillo, sono altrimenti affaccendati. Il Pd che dovrebbe curarsi del tema e magari sottolinearlo nel programma che verrà, chissà quando e come, si compiace della possibilità di battere la Meloni e non si cura di un tema che andando avanti così diventerà centrale, catastrofe dopo catastrofe.
E intanto il Paese brucia di caldo e di fiamme come, appunto, la Sicilia e la Sardegna, incenerite dalle fiamme e piangono tutti, non solo gli sfollati dalle case assalite dai roghi, ma anche gli agricoltori che più su, nel Centro Nord, dove le grandinate hanno distrutto le coltivazioni di frutta e delle verdure. Come in una escalation senza fine questo vuol dire che i prezzi saliranno subito in estate e poi in autunno, perché i raccolti sono danneggiati e chi paga è lo sventurato consumatore-elettore. Che avrà sempre meno voglia di andare a votare, sentendosi abbandonato… Secondo voi, alla fine, è più importante la legge elettorale, sulla quale la classe politica si impegna allo spasimo o questa emergenza campale?