Politica

Per la Ue c’è il rischio di un’austerity sui carburanti: “Più smart working, meno voli in aereo e più mezzi pubblici”

Il commissario Ue all’Energia Dan Jorgensen ha scritto una lettera indirizzata ai 27 Paesi dell’Unione in cui si è concentrato su cosa fare per risparmiare energia nel breve termine. La Ue parla apertamente del rischio austerity invitando i paesi membri a “prepararsi tempestivamente” a “un’interruzione potenzialmente prolungata” delle forniture energetiche. Serve correre ai ripari, innanzitutto risparmiando sui consumi di gas e petrolio. Per farlo bisogna Ridurre di dieci Km/h la velocità in auto, ricorrere ai trasporti pubblici con maggior frequenza, usare il telelavoro, incrementare il car sharing, diminuire gli spostamenti e i viaggi aerei non necessari sono solo alcuni esempi delle buone pratiche consigliate. Risparmi ma anche autonomia energetica, aumentando ad esempio il consumo di biocarburanti. Con una lezione da tener presente: “Questa crisi ci dimostra ancora una volta che la nostra esposizione agli shock energetici esterni è una vulnerabilità importante. E questo è legato alla nostra dipendenza dai combustibili fossili importati”, ha sottolineato Jorgensen.

Il commissario Ue all’Energia Dan Jorgensen (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Per il commissario Ue all’Energia la crisi sarà lunga

Per Jorgensen la crisi energetica sarà lunga, avrà delle ripercussioni ed è costata già 14 miliardi all’Europa. Non siamo ancora ai livelli della crisi del 2022 ma la Commissione europea comincia a fotografare una realtà a tinte fosche per imprese e famiglie europee. Rispetto alla guerra in Ucraina l’Ue ha un grado di preparazione maggiore e soprattutto più rinnovabili. Ma la portata della guerra in Medio Oriente ha convinto anche i più ottimisti che i 27 Paesi membri devono correre ai ripari. Riducendo i consumi e aumentando il grado di coordinamento, in attesa che anche l’esecutivo europeo metta in campo un carnet di interventi per ammorbidire gli effetti della crisi.

“Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, i prezzi nell’Ue sono aumentati di circa il 70% per il gas e del 60% per il petrolio. In termini finanziari, 30 giorni di conflitto hanno già aggiunto 14 miliardi di euro alla già pesante fattura dell’Unione per i combustibili fossili”, ha sottolineato il commissario all’Energia. “La crisi – ha ammonito – sarà lunga e andrà oltre la fine della guerra, perché le infrastrutture energetiche sono distrutte”.

Le misure che la Ue metterà in campo per aiutare gli stati membri

Diversi Stati membri hanno intanto chiesto un maggior coordinamento, stigmatizzando eventuali misure nazionali che frammentino il mercato. Hanno chiesto anche interventi da parte della Commissione che ha promesso di rispondere “molto presto” con una serie di misure: da nuove norme sugli aiuti di Stato alla semplificazione degli strumenti finanziari per il disaccoppiamento dei prezzi del gas da quelli dell’elettricità. “Gli aiuti di Stato offrono già buone opportunità agli Stati per sostenere i più vulnerabili ma renderemo queste possibilità ancora più ampie”, ha spiegato ancora Jorgensen.

Bruxelles sta valutando inoltre la possibilità di “mettere in pausa” la cancellazione automatica delle quote di carbonio in eccesso che avviene alla fine di ogni anno. La mossa consentirebbe di aumentare il numero di quote da lasciare nella “riserva di stabilità del mercato” che potrebbero essere rilasciate in caso di picchi di prezzo.

Published by
Lorenzo Briotti