Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Un accordo sulla difesa tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan è stato firmato a Gedda dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, e il premier pachistano, Shabbaz Sharif. L’intesa chiamata “il patto della Mecca”, afferma il ministero degli Esteri di Islamabad sul proprio profilo X, “intende rafforzare la deterrenza collettiva contro ogni forma di aggressione e prevede che qualunque attacco armato contro qualunque dei tre Stati sarà considerato come un attacco a tutti loro”. Si tratta quindi di un modello di difesa che richiama alla mente l’art. 5 della Nato. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha incontrato il principe ereditario saudita e il premier pachistano Shabbaz Sharif a La Mecca. Da qui il nome del “patto della Mecca”.
I tre Paesi sono stati oggetto di speculazioni per mesi su una possibile alleanza strategica. Il Pakistan ha cercato di mediare gli sforzi per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran, mentre la Turchia ha svolto un ruolo diplomatico nei negoziati volti a porre fine alla guerra a Gaza. Arabia Saudita e Pakistan avevano già annunciato un patto di difesa congiunto per il 2025, una mossa che ha attirato l’attenzione poiché il Pakistan è l’unico Stato del mondo musulmano dotato di armi nucleari.
Le ragioni della firma sono da ricercare quindi nel ruolo che stanno svolgendo nella crisi iraniana. Lo scopo è di bilanciare gli equilibri nel Golfo cercando così di contenere Teheran in un contesto in cui il sistema di difesa Usa sta mostrando delle falle. L’accordo serve anche a cercare delle rotte alternative a Hormuz ed anche a contrastare gli Houthi alleati dell’Iran. Al momento gli Emirati Arabi non hanno aderito.