(Foto Ansa)
I cittadini europei dovrebbero ascoltare i discorsi di Putin o di Xi, secondo i quali le democrazie sono governate dalle “minoranze danarose”. Mi apprestavo a cestinare queste affermazioni come propaganda di regime, quando ho sentito Trump: “I cinesi stanno comprando voti a vantaggio dei democratici”.
A detta di Trump, qualunque paese (dalla Cina, alla Russia, a Israele) può condizionare la formazione dei governi americani.
La più grande democrazia occidentale sarebbe un enorme mercato di voti di scambio. Il principio che le elezioni politiche costituiscano una garanzia di libertà dei popoli e che i “migliori” siedano in Parlamento o ci governino, è messo in discussione: la differenza tra democrazia e dittatura non sarebbe solo una questione elettorale.
Invece bisogna credere nelle democrazie parlamentari e vi spiego perché. Trump è il più grande percettore di finanziamenti “privati”, ma avverte che la propria base elettorale si sfalda perché le Sue ricette non stanno funzionando. Il tycoon è la prova evidente che la democrazia americana è forte: puoi fare eleggere i candidati che spendono di più, ma alla fine la “Saggezza Popolare” ti manda a casa se non raggiungi i risultati promessi.
I cittadini di Taiwan credono nella validità del sistema elettorale democratico, perché devono ad esso l’indipendenza della Nazione. Tuttavia, che le democrazie occidentali stiano attraversando un periodo di crisi delle proprie istituzioni, è evidente a chiunque.
In Italia sono emersi i limiti delle coalizioni tra partiti: una specie di temporaneo “two party system” all’inglese, che rinvia i conflitti al “dopo voto”. La maggioranza degli elettori vota in base agli interessi della categoria sociale di appartenenza: impiegati pubblici contro partite Iva, predicatori della fiscalità e piccoli imprenditori costretti al “sommerso”, proprietari contro nullatenenti e così via.
Si deve alla Saggezza popolare la capacità di adattamento ai reali problemi della vita, che spesso non sono “intercettati” dalle Leggi e dalla Giurisprudenza.
Le èlites che controllano il partito sono in grado di concentrare le preferenze su alcuni candidati indicandoli nelle prime posizioni di lista. Per controllare una formazione politica con un milione di voti basta un migliaio di teste. Si verifica così lo stesso “effetto Corte” che consentiva ai monarchi di scegliere la classe destinata a governare il paese.
In Italia, i deputati della maggioranza e dell’opposizione hanno sempre ricattato i governi. I “peones” che non hanno la certezza di essere rieletti, si ribellano e instaurano azioni di disturbo: si astengono o votano contro ogni tipo di delibera, in specie quando la votazione è segreta.
Proprio questo è accaduto alla Camera in relazione alle proposte di modifiche della Legge elettorale. Aumentare a dismisura il premio di maggioranza a favore della coalizione “vincente”, riduce i seggi parlamentari dell’opposizione. Non è una questione di democrazia: il rischio è di perdere un lavoro ben retribuito. Il Governo Monti aveva registrato le contemporanee questioni di fiducia alla Camera e al Senato.
Draghi chiedeva la fiducia ogni dieci giorni . La Meloni, nonostante la maggioranza di cui dispone, ha chiesto la fiducia ogni undici giorni. I dati me li ha forniti il ricercatore Francesco Bromo dell’Università di Oxford, ma non li prendo come oro colato.
La Saggezza popolare porta al disinteresse per questo tipo di politica e provoca la fuga dalle urne. Al di là delle “dottrine”, bisogna distinguere tra il mercato parlamentare dei voti che è comune a tutte le democrazie e la “manipolazione” del consenso popolare, la tecnica cioè di cavalcare “spezzoni” dell’opinione pubblica per fini politici. In questo modo, ti limiti a “denunciare” un fatto sperando di acquisire il consenso di chi la “pensa come te” a prescindere dai rimedi che proponi.
La formazione politica che dìchiara di voler sconfiggere la povertà e per questo chiede voti, prende in giro l’elettorato. Chi non vorrebbe sconfiggere la povertà? Quale paese al mondo l’ha sconfitta, forse l’America, la Cina o la Russia? L’emigrato che viene in Italia sa che non morirà di fame come avviene nel suo paese. Se ci sono troppi disoccupati, devi prendere posizione sull’intervento dello Stato in economia. Ma in tal caso devi ripudiare il libero mercato e fregartene delle direttive e delle sanzioni europee.
Se pensi che l’Italia dovrebbe destinare tutte le risorse del bilancio pubblico per migliorare la sanità e il welfare, devi isolarti dai gruppi europei più “volenterosi” che propongono di armarsi. Devi votare allo stesso modo in Europa e in Italia. Se ce l’hai con Trump che divide l’occidente con il dazi, non te la devi prendere con il governo perchè la politica dei dazi la decide l’Europa.
Se denunci il governo per la politica energetica e per lo stretto di Hormuz, devi anche denunciare i governi socialdemocratici europei del passato, che avevano firmato i contratti di fornitura di gas con la Russia. Se metti l’ordine pubblico al primo posto della scala dei valori, devi condannare le manifestazioni di piazza. Infatti, ogni corteo, per essere efficace, deve basarsi sulla “violenza” che crea disagio per i cittadini.
Non puoi stare dalla parte della protesta sociale e chiedere di assumere mezzo milione di “celerini”, perché in tal modo rischi di dare vita ad uno Stato di “polizia”. Dobbiamo infine porci la domanda più seria: la Magistratura ha sempre svolto un ruolo indipendente o ha preso parte al gioco politico? Le democrazie parlamentari che “resistono” meglio, sono quelle che non prevedono la galera per i finanziamenti ai partiti o che sottopongono le procure al controllo dei governi. L’opinine pubblica insorge per i casi di varia umanità, al punto da farci capire che anche lo Stato di diritto è fragile. In questi casi entrano in conflitto la Legge e la Saggezza popolare. Ne costituisce un esempio l’episodio di Bologna dove si è svolta la manifestazione per chiedere “verità e giustizia” sulla morte di Abderrahim senza aspettare l’esito delle indagini e il caso del gioiellere Roggero che ha ucciso due ladri, con l’entrata a gamba tesa di Musk secondo il quale dovrebbero essere arrestati i giudici che hanno emesso il verdetto. I cittadini si dividono tra “innocentisti” e “colpevolisti” e i partiti cavalcano l’ondata popolare che mette in discussione gli stessi Principi costituzionali.
Vediamo quali sono i punti di diritto che la “Saggezza popolare” mette in discussione.
In relazione ai fatti di Bologna, molti rilevano che si è trattato di un errore di alcuni poliziotti che non avevano la professionalità di capire che il “fermato” aveva forse disturbi mentali ma era innocuo. Si afferma anche che il Corpo di polizia è addestrato secondo regole di ingaggio basato su tecniche standard.
Posso solo affermare che anche io avrei partecipato alle manifestaziomi di piazza, come atto liberatorio rispetto ad un evento di “giustizia sommaria” che non deve ripetersi. Non bisognerebbe mai abituarsi ai casi di malasanità, malaburocrzia e malagiustizia, così frequenti ij Italia, che richiederebbero ogni volta girotondi e sit-in. Sul caso del gioiellere, un primo pensiero “popolare” può essere sintetizzato in questa frase: “Se qualcuno facesse del male a mia figlia e me lo vedessi in circolazione, comprerei una pistola per farlo secco. Subito dopo mi costituirei alla Giustizia per espiare la colpa”.
Il pensiero dell’intellettuale da “scrivania” è che “bisogna evitare il far west: nessuno si può fare giustizia da solo, dove andrebbe a finire la “maestà” della Legge e delle Istituzioni? Se un negoziante subisce cinque furti a mano armata, deve comunque mantenere i nervi saldi perchè la vita è sacra”. Questo filone di pensiero è considerato banale ed è in netta minoranza.
L’atteggiamento “buonista” verso il “povero”, può giustificare il furto per “necessità” o il magistrato che manda libero il ladro il giorno dopo l’arresto? Le minacce ai magistrati fanno tremare noi tutti. Al giurista che fa notare l’incostituzionalità di una norma che impedisse di condannare l’eccesso di legittima difesa, si replica che un ladro che ti punta la pistola alla nuca dovrebbe essere condannato a morte come è previsto in Cina. Quando il sistema di Diritto non riesce a sconfiggere la delinquenza ormai diffusa, chi deve risarcire la vittima? Voglio ricordare la tutela dell’individuo rispetto al furto, prevista dal codice di Hammurabi: il derubato doveva fare una minuziosa esposizione di quanto aveva perso alla cospetto della divinità e il governatore della città era tenuto a risarcirlo di tutto quanto. Il principio era che il cittadino doveva essere ristorato dal furto perché lo Stato aveva fallito nel suo ruolo istituzionale “esclusivo” di reprimere la delinquenza.
La Saggezza popolare chiede subito una legge che obblighi lo Stato a rimborsare il derubato anzichè una legge che vieti di pagare i danni agli eredi dei ladri, proprio per impedire il diffondersi della “Giustizia fai da te”.