Politica

Il Governo trasforma il salario minimo in salario giusto ma non interessa a nessuno, c’è il caso Minetti…

Il caso di Nicole Minetti stravince su tutti gli altri, anche se il governo si preoccupa di cambiare il salario minimo in salario giusto. No, la grazia all’igienista dentale di Silvio Berlusconi è talmente ghiotta che non se ne può fare a meno. Così, la sinistra intona il solito ritornello: “Il ministro Nordio venga in Parlamento, spieghi l’intrigo e si dimetta”. Giorgia Meloni la pensa diversamente: sostiene di aver discusso con lui che deve rimanere al suo posto.

Non se ne parla nemmeno di mandarlo a casa. Siamo come sempre agli antipodi pure se la vicenda non è di quelle che fanno gridare di gioia la gente. Abbiamo risolto i tanti problemi che assillano l’Italia come ad esempio la sanità, la scuola, l’energia? Nemmeno per sogno. L’obiettivo è un altro: si punta il dito contro il Guardasigilli per poi coinvolgere la premier e ancora più in alto il Capo dello Stato. È un intrigo su cui si può dire tutto e il contrario di tutto. Non ci sono limiti alle varie interpretazioni.

Può essere un argomento che faccia vacillare Palazzo Chigi? Assolutamente no. “Io ho saputo della notizia leggendo i giornali”, risponde Giorgia Meloni. “Le indagini le fa la magistratura non il governo”. La Procura di Milano che si interessò della vicenda balbetta. “Siamo stati poco perspicaci, ora verificheremo ogni cosa per evitare che sorgano dubbi”. Se è così, come mai i giudici non sono corsi ai ripari quando tutti gli incartamenti sono giunti prima al ministero della giustizia e poi al Quirinale? Dal Colle nascono le prime preoccupazioni perchè revocare una grazia non è facile. Sergio Mattarella ricevette il plico completo e si comportò di conseguenza, come doveva fare il presidente della Repubblica.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

La storia è talmente ingarbugliata che si va alla ricerca di un capro espiatorio “diverso” a seconda se ad interessarsene  sono i giornali di destra o di sinistra. Fino ad arrivare al punto di invischiare pure il Quirinale, “reo” di non aver compiuto tutti i passi necessari prima di salvare la Minetti. Questo forse voleva essere in principio il risultato a cui si voleva arrivare. Poi, la musica è cambiata perchè era molto più facile prendersela con Nordio e chiedere come al solito le sue dimissioni. Soltanto Matteo Renzi, in un delirio punitivo, dice che a lasciare Palazzo Chigi dovrebbe essere la Meloni. Perchè, se la premier non era stata assolutamente informata della piega che stava prendendo il caso? Il leader di Italia Viva cerca disperatamente di rientrare nel giro che conta. Con il nuovo corso, se ci sarà, vorrebbe per lo meno un ministero di prestigio e allora fa le bizze aiutato da quelle tv che guardano solo a sinistra, rendendosi a volte ridicole.

Come andrà a finire dipende dalle indagini suppletive che la Procura di Milano è stata costretta a fare riconoscendo di essere stata quanto meno superficiale. Si chiede aiuto all’Interpol, si attraversa l’Oceano per fare chiarezza sull’adozione di un bimbo rimasto solo senza genitori e gravemente ammalato. È chiaro che se le risposte confermeranno quanto già accertato, il mistero svanirà e si dovrà andare alla ricerca di un nuovo guazzabuglio se si vorrà continuare a trovare  il pelo nell’uovo per far nascere una polemica diversa di cui se ne sente estremo bisogno in questa campagna elettorale che porterà fino alle politiche del 2027.

Proprio così: per il primo maggio, festa del lavoro, il consiglio dei ministri vara un nuovo provvedimento in favore dell’energia a discapito della difesa, ma sui giornali non ha gran peso una notizia del genere. Nemmeno quella che concede al lavoro 1,2 miliardi in più per dare un diverso respiro agli operai e a quanti operano nel settore dell’industria. Il tutto serve a difendersi dall’inflazione, dall’aumento del costo della vita, contro quei furbetti che speculano sui salari a danno di chi deve guadagnarsi il pane e mandare avanti una famiglia. Da mesi, l’opposizione lancia i suoi strali per dimostrare che la povertà aumenta perchè le paghe sono basse. Quando alla fine l’esecutivo cerca di correre ai ripari per venire incontro alle decine di migliaia di persone che stentano a mettere insieme il pranzo con la cena, l’iniziativa perde di peso, perchè è sul caso Minetti che si può innestare una nuova polemica che porti acqua all’orto della minoranza.

I guai delle guerre sembrano dimenticati. Scompaiono dalle prime pagine dei giornali: se il prezzo del petrolio continua a salire è sempre colpa del governo, anche se le accise sono state rinnovate per un altro periodo di tempo. Se lo Stretto di Hormuz è ancora chiuso è perchè l’Italia e l’intera Europa non hanno saputo gestire la crisi e si è lasciato fare il bello e il cattivo tempo a Donald Trump.

Insomma, comunque la si giri non si pensa al futuro del Paese, a trovare un denominatore comune che risolva almeno in parte i problemi che premono. Bisogna mettere con le spalle al muro il governo che replica dicendo che è solo colpa della sinistra se le cose non vanno. Allora, meglio godere dei prestigi dello sport, del tennis in particolare, dove Jannik Sinner continua a mietere allori e abbandonare per il momento il calcio naufragato per lo scandalo degli arbitri rimasti al momento senza guida. Il nostro sport più popolare è in crisi, è necessario rivoluzionare il sistema se in futuro vogliamo avere la speranza di tornare a giocare i campionati del mondo.

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Bruno Tucci