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“Il pluralismo va insegnato e praticato nel nostro sistema formativo contro ogni forma di indottrinamento e di verità uniche. Dobbiamo educare allo spirito critico, al confronto delle idee: noi lo stiamo facendo”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in un’intervista al Messaggero secondo cui la maturità è lo specchio del pluralismo nella scuola.
“È anzitutto un esame che cambia nome e mette al centro il concetto di maturità, senza avere il timore di apparire politicamente scorretti”, sottolinea. Valditara dice poi di essere orgogliosamente “un conservatore che crede nella libertà, nella responsabilità, nel merito, nella funzione della scuola come ascensore sociale per contrastare seriamente il bisogno”.
A una domanda se la sua sia una scuola di destra risponde: “Non mi pare che Calabresi sia un uomo di destra. Gramsci e Togliatti, Brecht e Majakovskij hanno considerato l’impegno personale e la fatica importanti per compiere imprese e per ‘costruire il futuro'”. E per la traccia su Saragat “si è scelto un autentico riformista che fu anti-fascista e insieme anti-comunista”.
Quanto al piano casa: “Fa parte di una più ampia politica di welfare”, ricorda Valditara. E aiutare in questo senso i docenti fuori sede “significa determinare condizioni di equità e favorire la continuità didattica, garantendo la copertura dei posti anche in quelle aree del Paese in cui il costo della vita è più caro”.
Su Roberto Vannacci secondo cui la scuola va rilanciata, deideologizzata e bisogna puntare sugli istituti tecnici: “Ma dai – commenta Valditara – Il generale non sa che copiare è vietato? Queste cose le stiamo già facendo noi”. E sulle critiche al centrodestra su sicurezza e immigrazione: “Non credo che chi le spara grosse abbia un grande futuro. Non mi interessa polemizzare – precisa il ministro – ma è evidente che le grandi sparate possono avere impatto sul momento, poi la gente vuole risposte concrete, quelle che la Lega ha dimostrato di saper dare sia a livello nazionale che a livello territoriale”.