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Il mondo diviso dai conflitti, inquieta il drone russo sulla Romania. In Italia torna l’allarme terrorismo, incertezze sulla sorte dello Stabilicum

Maggio se ne va lasciandoci più problemi che soluzioni. Lo scenario internazionale e nazionale promette complicazioni. Almeno a leggere le ultime news.

Il drone russo sulla Romania

Sì è rialzata la tensione in Europa, violati i cieli europei. L’ordigno di Galati, che ha colpito la Romania, faceva parte di uno sciame di 43 mezzi diretti in Ucraina. Putin ha provato a minimizzare ma il suo braccio destro Medvedev lo ha smentito con una minaccia: “Non dormirete sonni tranquilli”. Naturalmente la reazione della Ue si è fatta subito sentire; la Von Der Leyen ha detto che “è stato superato il limite”. Più pragmatica Giorgia Meloni: “La sicurezza europea è a rischio”. È dello stesso parere il generale Camporini, già capo di Stato Maggiore delle Forze Armate. Il generale non crede che il drone russo sulla Romania sia stata una provocazione, “è stato probabilmente un errore”. Comunque ha avvertito che “l’ombrello Usa non è più certo”.

Il drone caduto in Romania (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Ciò che è accaduto venerdì 29 maggio è un episodio che rischia di provocare reazioni politiche o militari molto serie. A ciò si aggiunge il negoziato infinito sul Medioriente in fiamme e il caso Hormuz rischia di portare l’inflazione addirittura al 6% come ha detto Fabio Panetta, il governatore della Banca d’Italia. In poche parole: c’è il rischio che si ripeta lo scenario del 2022, dunque la Bce “si muova in anticipo” come avverte l’economista Carnevale Maffè. In sintesi: i governi devono smettere di scaricare su Francoforte l’onere delle riforme strutturali.

Allarme terrorismo a Milano

La minaccia fondamentalista non arretra: due iraniani legati alla Moschea Sciita, sono indagati per terrorismo. A rendere inquietante lo scenario nazionale c’è il cammino delle riforme: se passa lo Stabilicum per l’opposizione si profila lo spauracchio delle primarie. Ergo Conte e Schlein sperano che la Consulta bocci la riforma della legge elettorale. Ma anche a destra tira una indecifrabile aria; e ciò a un anno di distanza, almeno, dalle elezioni. I sondaggi oggi danno il centrodestra e il campo largo di sinistra assolutamente appaiati. Dunque se non ci sarà la riforma, ovvero se salta lo Stabilicum, i voti di Calenda e Vannacci rischiano di diventare decisivi. Il quadro nazionale è completato dai soliti problemi: il caro energia, i guai del sindacato (flop per lo sciopero contro il genocidio), le polemiche sulla informazione e sui salari.

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Enrico Pirondini