Politica

Il “patentino antifascista”richiesto dalla piccola e media editoria per partecipare alla Fiera di Roma sta infiammando il dibattito politico

L’ultimo pomo della discordia politica è il cosiddetto “Patentino antifascista”. Lo avrebbero richiesto gli organizzatori della fiera romana “Più libri più liberi” che si svolgerà nella capitale presso il Nuovo Centro Congressi La Nuvola dal 4 all’8 dicembre. Una fiera che ha già raggiunto i 25 anni di età. Ma per accedere alla edizione di quest’anno è stato richiesto un patentino antifascista che è già diventato un caso politico.

Per il centrodestra è un bavaglio rosso, per gli organizzatori non è così. Dicono questi ultimi: “La piccola e media editori che organizza l’evento non è affatto censura ma una esigenza di chiarezza e unità tra i diversi attori presenti in fiera. È un documento basato su riferimenti istituzionali e universali privo di visioni di parte, senza accenni politici e tanto meno legami partitici. È evidente che così non è stato interpretato. Siamo rammaricati di quanto sta succedendo. L’intervento della presidente del Consiglio e il dibattito generale che ne è scaturito ci inducono ovviamente ad un ulteriore attento approfondimento per rispetto istituzionali”.

Meloni: “Bavaglio rosso”

La premier è scesa in campo contro il patentino. Ha dichiarato: “È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire; se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono va bene. La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista è un vecchio vizio della sinistra ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno. Questa, banalmente, si chiama censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica”.

Dibattito a tutto campo

Non solo il mondo liberale e conservatore si è espresso contro la decisione degli organizzatori della fiera, ma anche figure ascrivibili a una area culturale di sinistra. Due esempi di personaggi autorevoli: Massimo Cacciari e Luca Ricolfi. Ha detto l’ex sindaco di Venezia: “Una dichiarazione di questo genere supera ogni limite, tra poco dovremo firmare le dichiarazioni che si è contro Putin o contro Trump”. Il professor Ricolfi si è detto addirittura sconcertato: “Il metodo è sfacciatamente fascista”. Ha poi aggiunto: “È contrario alla Costituzione che all’art 21 tutela la libertà di manifestazione del pensiero in tutte le sue forme, con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

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Enrico Pirondini