Politica

Il ritorno di Franceschini: il Dem sul palco di Reggio Emilia per la prima volta dopo l’annuncio di essere malato di Parkinson. Con lui Matteo Renzi

Prima uscita pubblica di Franceschini dopo la famosa intervista rilasciata al Corriere della Sera in cui ha raccontato di essere affetto dal morbo di Parkinson, diagnosticatogli nel 2020. Il Dem ferrarese, a sorpresa, si è presentato sul palco della Festa nazionale del Pd in corso a Reggio Emilia, accanto a Matteo Renzi. Un lungo abbraccio collettivo, affettuoso e caloroso, ha accolto l’ex ministro che ha colto l’occasione per mandare messaggi chiari. Primo, non si candiderà per le primarie. Secondo, non chiederà un posto blindato in Parlamento. Terzo, ha chiesto di sedere al tavolo per il  programma del Centro sinistra. Gli storici militanti hanno apertamente applaudito.

L’omaggio a Renzi

Il leader di Italia Viva, 51 anni, già premier dopo Letta e prima di Gentiloni, nonché segretario del Pd dopo Epifani, è stato sdoganato dai Dem nella alleanza. Nonostante il “niet” di Bersani che non ha gradito la presenza di Renzi. E lo ha detto forte e chiaro: “Se c’è uno che avrebbe tutti i titoli per dire: no, Renzi non se ne parla, quello sono io”. Alla festa del Fatto Bersani ha spiegato perché è uscito dal partito: “Perché Renzi voleva fare una Forza Italia dei tempi moderni con il Pd”. Inevitabile la battuta: “Inutile adesso che noi ci cerchiamo il freddo nel letto su una cosa che si chiama Renzi e conta il 2%. Non è tempo di cercarsi il freddo nel letto”.

Matteo Renzi salendo sul palco di Reggio Emilia accanto a Franceschini ha tranquillizzato il popolo rosso: “Dobbiamo essere grati a Dario. Il modo con il quale si reagisce ad una difficoltà e si accompagnano le persone care ad affrontare queste difficoltà fa la differenza tra una persona vera e una che non lo è”. L’omaggio  dell’ex premier è stato accolto nella sala Guccini con applausi. Sul tema delle primarie, Renzi ha aperto possibilità affermando però che “una mia candidatura non mi pare abbia senso anche se, gestite bene le primarie, non sono dilanianti ma un ottimo luogo di discussione”.

Ha poi aggiunto: “C’è chi dice non voglio vedere Renzi nella foto con Elly Schlein, Conte e AVS. Io in quella foto non ci devo essere, non ci voglio essere”. Matteo ha insistito sulla necessità di restare uniti perché altrimenti “alle prossime elezioni vincono loro e, se succede, Meloni va al Quirinale e a Palazzo Chigi ci va il secondo della coalizione che potrebbe essere Vannacci”. Un mormorio significativo è salito dalla platea.

La politica estera di Dario

Franceschini ha commentato i fatti che accadono in Ucraina e l’effetto Sassonia. Sul conflitto russo-ucraino Franceschini ha sottolineato che la pace si costruisce con la diplomazia. Ha poi detto: “Tuttavia sono convinto che se non avessimo dato armi all’Ucraina e sanzioni ai russi, oggi l’Ucraina non ci sarebbe”. Quanto alla vittoria dell’AFD in Sassonia, Franceschini ha chiosato: “La Destra ha dato una risposta solo illusoria di protezione. Noi dobbiamo capire però che il mondo è cambiato e che le risposte ideologiche non possono più bastare”.

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Enrico Pirondini