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Il vero ostacolo allo svilpuppo della nostra democrazia. Sul discorso di Capodanno del Capo dello Stato

Nel suo undicesimo discorso di Capodanno il Capo dello Stato ha detto con forza “che nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia”. È vero, mai parole furono più appropriate. Ma, di grazia, quali sono questi ostacoli che Sergio Mattarella indica senza specificarli?

“Nssun ostacolo è più forte della nostra democrazia”

Sono tanti e su questi il Paese dovrebbe interrogarsi invece che litigare neanche fossimo in un cortile dove i condomini hanno pareri diametralmente opposti. L’Italia deve tornare ad essere una grande protagonista dell’Europa che verrà: per questo non ha bisogno di contrasti continui, ma piuttosto di visioni che possano aiutare a raggiungere un simile disegno.

Il vero ostacolo allo svilpuppo della nostra democrazia. Sul discorso di Capodanno del Capo dello Stato (foto Ansa-Blitzquotidiano)

L’obiettivo è questo e se si vuole sperare di raggiungerlo: occorre che le forze politiche la smettano di avere al centro delle loro discussioni un no e un si che non possono mai raggiungere un risultato comune, quello che gli italiani auspicano da tempo.

Non vogliamo dire che non ci debbano essere pareri contrastanti, l’opposizione è il sale della democrazia, sarebbe un disastro se non ci fossero. Però, ogni braccio di ferro ha un limite che non si dovrebbe oltrepassare.

Prendiamo ad esempio, il comportamento dei pro Pal. Chi nega che si debbano fare cortei, marce in favore dei palestinesi? È ancora in atto una guerra che ha portato morte ed atrocità con migliaia di persone che hanno lasciato la terra perchè non avevano più niente da mangiare.

Si può immaginare al giorno d’oggi che esistano sacche di tale tipo? Assolutamente no, però un conto è riempire le piazze per far sentire la propria voce, un conto è trasformare questo palcoscenico in disordini che non sono degni di un Paese civile.

Lancio di sassi, incendi di macchine e di cassonetti dell’immondizia, vetrine rotte, traffico impazzito, agenti della polizia feriti, perchè considerati “servi del potere”. Possibile che quei tanti pacifisti che scendono in strada non si accorgano che queste frange ogni volta sono lì solo per creare violenza e devastazione?

Debbono essere allontanati, non debbono trovar posto in un corteo che vuole esprimere soltanto una opinione diversa da quella che è stata decisa nei Palazzi. Così una protesta assolutamente civile si trasforma in un “incendio” che la maggior parte dell’opinione pubblica non condivide, anzi condanna.

Cosicchè si raggiunge un “obbiettivo” che non trova consensi da nessuna parte.
Che fare? Dovrebbe essere la stessa sinistra ad opporsi perchè i “risultati” sono completamente diversi da quelli che si volevano ottenere.

Nessuno crede più a coloro che siedono in Parlamento

Purtroppo, invece, c’è qualcuno, assai estremista, che partecipa a queste manifestazioni e le asseconda, tanto è vero che gli assenteisti al voto aumentano perchè nessuno crede più a coloro che siedono in Parlamento,

È un’onda che si moltiplica, ci sono elezioni a cui partecipano meno del cinquanta per cento degli aventi diritto al voto. In questo modo, il potere del “popolo sovrano” si assottiglia e la democrazia cambia il proprio volto con il pericolo che possa trasfornarsi in autocrazia se non in una dittatura.

Non pensiamo sia questo il progetto delle forze politiche a qualsiasi colore appartengano. Per tale ragione, l’avversario non deve essere considerato un nemico, ma solo una persona che ha idee diverse dalle tue.

Gli estremismi, di destra o di sinistra, non fanno bene alla democtrazia, anzi tentano di distruggerla e di provocare l’effetto opposto a quello che si voleva conquistare.

Un Paese civile non può continuare a comportarsi in questa maniera, dovrebbero essere i benpensanti ad avere la meglio mentre al contrario, spesso e volentieri, sono le persone più razionali a perdere.

“Il 2026 sarà anche peggio”

Il 2025 è stato un anno difficile per l’Italia, “Il 2026 sarà anche peggio”, sostiene Giorgia Meloni. Siamo in piena campagna elettorale che durerà a lungo per oltre un anno perchè in primavera si dovrà votare per il referendum sulla riforma della giustizia (o della divisione delle carriere) e nel lontano, ma non molto, 2027 saranno le politiche a far alzare i toni della polemica e quindi del linguaggio poco corretto della maggioranza e dell’opposiizione.

Eccolo il pericolo che l’Italia deve assolutamente evitare senza nulla togliere a chi fa il tifo per l’una o l’altra sponda. Gli ultras delle curve fanno già tanti danni al nostro sport nazionale, evitiamo che questo andazzo si propaghi per raggiungere i Palazzi della politica.

È stato un Capodanno diventato un’ apocalissi per quei tanti giovani che in un Paese molto ordinato come la Svizzera volevano trascorrere una notte di gioia e di felicità. Si è tramutata in una tragedia con oltre 45 morti e centinaia di feriti.

La causa è un incendio, ma ora dovrà essere la magistratura elvetica ad appurare le responsabilità di questo dramma. Una sola via d’uscita dal locale stretta ed assolutamente inadeguata ed una folla di ragazzi che fuggono nel tentativo di salvarsi. Dove sono finite le precauzioni, i mancati controlli, le autorizzazioni indispensabili in casi del genere? Spesso siamo contro le maglie della burocrazia che imprgionano il nostro Paese. Forse bisognerà ricredersi di fronte a tale leggerezza costata la vita a decine di giovani che volevano solo brindare all’inizio di un nuovo anno che loro non vedranno.

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Bruno Tucci