(Foto Ansa)
L’Europa guarda con attenzione al voto in Sassonia-Anhalt, dove l’AfD, Alternative für Deutschland, ha ottenuto il risultato più alto mai raggiunto dal partito in un’elezione regionale tedesca. Nel Land dell’ex Germania Est l’affluenza ha sfiorato l’80%, il dato più elevato dalla riunificazione. L’AfD guidata da Ulrich Siegmund ha raccolto circa il 44% dei voti, quasi raddoppiando il risultato di cinque anni fa. La Cdu è precipitata al 17,4%, mentre Spd, Linke e Verdi si sono attestati rispettivamente intorno al 9%, all’8,6% e all’8,9%. Il Bsw, Bündnis Sahra Wagenknecht, ha superato di poco lo sbarramento con circa il 5% e, con i suoi cinque seggi, può diventare decisivo per la formazione del prossimo governo.
Il successo elettorale, però, non significa automaticamente governo. Secondo le proiezioni, l’AfD avrebbe ottenuto 39 seggi, tre in meno dei 42 necessari per raggiungere la maggioranza assoluta. La Cdu ha escluso una coalizione con l’ultradestra, mentre il Bsw potrebbe trovarsi nella posizione di ago della bilancia. Siegmund ha rivendicato un “chiaro mandato a governare” e ha lasciato aperta anche l’ipotesi di nuove elezioni nel caso in cui non fosse possibile costruire una maggioranza. Alice Weidel ha definito il risultato “storico e sensazionale”. Resta da capire se AfD riuscirà ad allearsi con Bsw.
Il risultato ha provocato reazioni molto diverse in Italia. Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini ha salutato il successo dell’AfD con entusiasmo: “Complimenti all’amica Alice Weidel e a tutta AfD per il trionfo in Sassonia-Anhalt! Un successo clamoroso, che evidenzia la forte richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro”. E ha aggiunto: “Paura? Terrore? Pericolo? No, si chiama Democrazia. Un’altra Europa è possibile”.
Di segno opposto il commento di Carlo Calenda. Il leader di Azione ha avvertito che “l’Unione europea è a rischio”, definendo l’avanzata dei nazionalismi “senza precedenti nella storia dopo la seconda guerra mondiale”.
Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha invece collegato il successo dell’estrema destra alla situazione economica e alle scelte europee sulla difesa. “Rischiamo una disoccupazione record e di non finanziare sanità e scuole per tutti, però approviamo piano di riarmo da 800 miliardi”, ha osservato, chiedendo: “Come si fa a buttare 100 miliardi l’anno sulle armi anziché lavorare su un progetto comune europeo per puntare alle nuove sfide?”.
Conte ha poi criticato l’impiego di risorse italiane per il riarmo: “Si parla di 21 miliardi di euro che andremo a prendere dai fondi di coesione, che servirebbero invece a combattere le disuguaglianze”.
Nel governo il leader di Forza Italia Antonio Tajani prende le distanze dalla Lega. Il ministro degli Esteri ha definito l’AfD “antitetica rispetto ai valori liberali e occidentali nei quali si riconosce Forza Italia” e ha parlato di una “pessima notizia” che si augura possa rimanere “un’eccezione locale”. Pur sottolineando che “la scelta degli elettori va sempre rispettata”, Tajani ha chiesto di mettere in campo “tutte le contromisure e iniziative politiche necessarie” contro una possibile espansione delle derive populiste e radicali in Europa.
A spiegare la portata politica del risultato è anche il programma dell’AfD in Sassonia-Anhalt: 156 pagine articolate in 16 capitoli, con 302 misure. Il documento prevede una linea particolarmente dura sull’immigrazione, con una “offensiva di espulsioni e di remigrazione”, l’abolizione del diritto costituzionale all’asilo e il ritorno allo ius sanguinis.
La scuola rappresenta uno degli altri pilastri del progetto. L’AfD propone di abolire l’obbligo scolastico, sostituendolo con un obbligo all’istruzione che permetterebbe anche l’educazione domestica. Il programma prevede inoltre la separazione degli studenti con disabilità, il superamento dei programmi dedicati all’inclusione e un “rigoroso obbligo di neutralità” per gli insegnanti. Il partito vuole anche introdurre l’alzabandiera e il canto dell’inno tedesco nelle scuole.
Sul piano culturale e sociale, il manifesto difende una concezione tradizionale della famiglia, critica i modelli familiari e sessuali non finalizzati alla riproduzione e propone di interrompere il rapporto con la tv pubblica, considerata uno strumento di “indottrinamento”. Sul fronte internazionale punta invece al ripristino di rapporti pieni con la Russia e all’uscita dagli accordi di Parigi sul clima.