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In Ucraina sempre più guerra: Mosca lancerà mille missili e chiede ai diplomatici di andare via, Zelensky intensificherà raid su raffinerie

Mosca sta martellando l’Ucraina con pesantissimi bombardamenti in quella che ormai è diventata una corso contro il tempo tra i due principali duellanti, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, a chi riuscirà a fiaccare per primo il morale della popolazione, il cosiddetto fronte interno. Il Cremlino è scatenato e lo stesso presidente ucraino ha avvertito che è stato dato l’ordine di rimuovere qualsiasi freno.

Mosca pronta a lanciare mille missili contro la rete energetica

I droni russi hanno così colpito il ponte nord di Kiev, che attraversa il Dnipro, a pochi giorni dai danni causati all’infrastruttura gemella meridionale: la capitale al momento è dunque tagliata in due. Nel mentre si attende con apprensione il ‘grande colpo’. Secondo quanto pubblicato dal New York Times nei giorni scorsi, lo Stato Maggiore russo sarebbe pronto a lanciare una selva di oltre mille missili per piegare definitivamente la rete energetica del Paese in vista dell’inverno (e “costringere” la popolazione ucraina ad “abbandonare” Kiev e altre città, secondo quanto denuncia Zelensky, che dice di essere in possesso di documenti russi al riguardo).

Di tregue incrociate, all’orizzonte, non se ne scorge neppure l’ombra, anzi. Putin, numeri alla mano, si sarebbe convinto che l’Ucraina e l’Occidente stiano per finire in una tempesta perfetta, tra aumenti di gas, petrolio e tassi d’interesse, che potrebbe rallentare l’appetito per il sostegno economico-militare. Di più. La tornata elettorale europea del 2027 è vista come propizia sul fronte della campagna ibrida, sempre con l’obiettivo di minare la determinazione degli europei ad aiutare Zelensky.

Ucraina vuole intensificare attacchi contro le raffinerie russe

L’Ucraina non sta con le mani in mano e, per come può, colpisce le retrovie russe con i suoi droni, cercando di ridurre l’efficacia della macchina da guerra di Putin e sobillando il malcontento. Zelensky prevede di “intensificare” gli attacchi contro le raffinerie di petrolio russe.

Russia, appello ai diplomatici: “Lascino Kiev”. Merz a sorpesa in Ucraina

Il ministero degli Esteri russo ha intanto lanciato l’ennesimo appello, rivolto a diplomatici e cittadini stranieri invitandoli a lasciare la città. L’appello è stato diffuso mentre era in corso la visita a sorpresa del cancelliere tedesco Friedrich Merz a Kiev. “L’Ucraina sta affrontando settimane decisive – ha dichiarato Merz – Sono qui dunque per portarvi un messaggio: potete contare su di noi”. Poi ha lanciato un appello al presidente russo, simile a quello storico di Ronald Regan a Mikhail Gorbaciov all’ombra del muro di Berlino: “Signor Putin, ponga fine a questa guerra priva di senso! Siamo pronti ai colloqui”.

Peccato che lo zar non sembra incline ad abbandonare la sua linea massimalista. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha rincarato la dose: “Siamo pronti a combattere anche per lo 0,01% del territorio del Donetsk e coloro che ritengono possibile nutrire piani per sferrare un colpo devastante contro la Russia ne pagheranno il prezzo, proprio come ora l’Ucraina”.

Il conflitto appare insomma precipitare verso una vorticosa escalation e ognuna delle parti addossa all’altra la responsabilità per aver compiuto un passo in più verso il baratro. “Ora i russi stanno attaccando i ponti: pensano davvero che non reagiremo?”, ha ribattuto ad esempio Zelensky. “Sono davvero sorpreso da questo desiderio sfrenato d’inasprire la situazione ogni singolo giorno: Putin ci conta, lo desidera ardentemente”.

Merz ad ogni modo non si è presentato solo con belle parole. Sul tavolo ha messo un miliardo di euro in aiuti militari e 350 milioni per interventi urgenti nel settore energetico; inoltre era accompagnato dal ministro dell’Economia Katherina Reiche, dato che la visita prevedeva la firma di diversi accordi di partnerhip nel settore della difesa.

Published by
Lorenzo Briotti