Inflazione, caro bollette e politica: le preoccupazioni delle famiglie italiane (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Parliamo di economia, di quella semplice ma preoccupante con cui deve fare i conti una madre di famiglia che ogni mattina deve andare al mercato a fare la spesa. Le ultime notizie ci danno che l’inflazione è salita al 4,2 per cento. La carne e il pesce (sia pure congelati) sono considerati beni di lusso, si possono comprare si e no una volta alla settimana. La frutta e la verdura sono diventate carissimie: insomma, si deve stare attenti a quanto si spende perchè altrimenti alla fine del mese non ci si arriva. Le bollette della luce e del gas sono diventate proibitive, i problemi dello stretto di Hormuz saranno seri, ma come può non diventare rosso il bilancio se lo stipendio è quello che è?
Il governo comprende le preoccupazioni giornaliere e cerca di correre ai ripari. Giorgia Meloni, servendosi della “Moral Suasion”, convince l’Eni e l’Enel a venire incontro alle famiglie e alle imprese che pure soffrono per i rincari delle materie prime. Luce e gas raggiungono picchi che pochissimi prevedevano. Ma che cosa vogliono dire quelle due parole inglesi a cui la gente deve una maggiore tranquillità? E’ una pressione autorevole esercitata da un’autorità per evitare leggi ad hoc o sanzioni immediate.
Lo si assegna alla premier questo traguardo anche se l”opposizione non la pensa allo stesso modo? La risposta è si, ma la minoranza non può dirlo apertamente perchè siamo in campagna elettorale e non si possono fare favori agli avversari. Si domandano le classi più deboli: il sindacato come si comporta? Per quale ragione non interviene per venire incontro alle sofferenze di centinaia di migliaia di persone? I cattivi che non credono più in Landini sfogliano i giornali, ascoltano la sera la tv e apprendono che il buon Maurizio è stato troppo impegnato in questi giorni ad organizzare la festa dei 120 anni della Cgil. Sapete dove si e’svolta questa kermesse? Al teatro La Scala, il posto più chic della Milano bene, dove in genere si va in smoking o in sgargianti abiti da sera..
Non meravigliamoci: i tempi cambiano e anche le consuetudini. Ma il giorno dopo si debbono affrontare e risolvere i problemi di ogni giorno. Giorgia Meloni comprende la situazione e chiede aiuto e si rivolge agli operatori economici per dare una mano alle persone che vivono sempre in ambascia. Non è la patrimoniale che la sinistra invoca a gran voce un giorno sì e un altro pure. Quella tassa dovrebbe colpire i ricchi, ma sapete come si dice?” L’appetito vien mangiando e presto potrebbe colpire quelle famiglie che già fanno i conti ogni mese con l’agenzia delle entrate che preleva alla fonte il danaro che si deve allo Stato. Quanti sopportano lo stesso sacrificio? I sondaggi sono impietosi, ma dicono la verità perchè i trasgressori sono tanti, anzi tantissimi.
Il giorno dopo la disfatta della sinistra alle elezioni suppletive di Reggio Calabria, certa stampa ha già dimenticato quella circostanza e non la considera più se non per la scarsa affluenza dei calabresi alle urne e per l’ennesimo smacco del campo largo, anzi larghissimo. Sostengono: “Si può chiamare democrazia questa?”. Siamo d’accordo, ma anche far finta di niente vuol significare che quei principi vengono dimenticati. Ne è un esempio una trasmissione tv andata in onda martedì’ scorso. Tra gli invitati era presente in remoto Alessandro Di Battista che ha raccontato in diretta la sua grave malattia. “Sono stato salvato dai medici di Cuba dove mi trovavo per lavoro, i quali hanno capito immediatamente che si doveva intervenire per evitare il peggio”.
“Il governo italiano si è fatto vivo”, chiede un giornalista più polemico degli altri? “Si”, risponde con calma Di Battista, “Giorgia Meloni si è comportata benissimo con me”. Imbarazzo dei tanti presenti e soprattutto del conduttore del programma. Non c’è da meravigliarsi più di nulla in questo allegro Paese chiamato Italia. L’altro giorno nella sala della Protomoteca in Campidoglio famosa per le sue riunioni di prestigio, è stato dato un premio alla cultura a due signore che si chiamano rispettivamente Wanna Marchi e Stefania Nobile. Sono mamma e figlia e per chi non conoscesse il loro curriculum è pregato di leggerlo su internet o magari sulla Treccani.