Ipotesi elezioni anticipate: Fazzolari possibilista, alleati scettici, prudente Meloni. Secco Tajani: "Si vota a fine legislatura" (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
Ipotesi elezioni anticipate. Fazzolari apre perché “con il voto a giugno è più facile fare la manovra”. Alleati scettici, prudente Giorgia Meloni che ha ribadito: “Alla fine della legislatura manca ancora un anno e le speculazioni su ipotetiche date del voto altro non sono che alchimie”. La premier nel giorno in cui ha incassato il via libera definitivo alla riforma della Legge Elettorale, ancora una volta tira il freno sui “dibattiti surreali” che occupano da giorni le discussioni in parlamento e fra i partiti.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, consigliere molto ascoltato dalla premier e da Fratelli d’Italia, in un colloquio con il Foglio ha detto che lui vede come scadenze naturali sia settembre, sia giugno. Ha poi aggiunto: “Però la scelta di quando andare a nuove elezioni non dipende da noi. In ogni caso ci sono due possibili scadenze naturali: una alla fine dei 5 anni, quindi a settembre, l’altra a giugno che darebbe agio al prossimo governo di fare con calma la legge di Bilancio”.
È il caso di ricordare che la legislatura formalmente si chiude il 12 ottobre. Dunque, se si andasse in autunno la data cerchiata in rosso sarebbe non tanto settembre, come citato da Fazzolari, ma il fine settimana di metà novembre, lasciando così lo spazio per una manovra anticipata. Resta il fatto che l’ipotesi dell’election day a primavera (fine maggio o giugno) rimane una delle più quotate tra i Meloniani. I pretoriani della premier comunque insistono sulla narrazione (ufficiale) di voler concludere il lavoro “che andrà avanti fino alla fine”. Fa poi discutere la battuta di Fazzolari che ha così definito Vannacci: “È come Conte, un Barbapapà. Non ci alleiamo con lui”. A proposito: il sottosegretario Balboni ha commentato la vignetta di Vannacci su Fazzolari così:” Mi sono stufato di lui. È una bolla che si sgonfierà presto”. Schiettezza emiliana.
Ora c’è una data anche se non è la prima volta che ne viene proposta una. E finora sono saltate tutte. Stavolta è Giuseppe Conte a buttare sul tavolo, per il centrosinistra, una decisione maturata con l’approvazione della legge elettorale. Una svolta che di fatto ha reso obbligatoria la via delle primarie. Ha detto il presidente 5 Stelle: “Innanzitutto dobbiamo concentrarci sul programma. Noi abbiamo completato il nostro percorso lo scorso 20 settembre. Il 18 AVS presenterà il proprio programma. Elly Schlein negli stessi giorni ha l’assemblea con il Pd. A questo punto, un attimo dopo, ma veramente un attimo dopo, ritroviamoci”.