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Iran, divisioni nell’amministrazione Trump: JD Vance punta alla pace, il Pentagono vuole riprendere la guerra

La crisi tra Stati Uniti e Iran resta in bilico tra tentativi diplomatici e nuove minacce militari, mentre emergono divisioni all’interno dell’amministrazione Trump sulla gestione del conflitto. Washington ha offerto una ricompensa di 20 milioni di dollari, oltre alla possibilità di trasferirsi in un altro Paese, a chiunque fornisca informazioni sul programma nucleare iraniano. L’annuncio è arrivato dallo Us Central Command e riguarda dettagli sulle strutture, le attrezzature e il personale coinvolto.

Il bivio

Secondo il Wall Street Journal, il vicepresidente JD Vance spinge per porre fine alle ostilità, mentre il capo del Pentagono Pete Hegseth e il comandante del Centcom Brad Cooper sarebbero favorevoli alla ripresa dei combattimenti. I segretari Marco Rubio e Scott Bessent sostengono invece un inasprimento delle sanzioni e il proseguimento del blocco.

Vance, affiancato dall’inviato Steve Witkoff, starebbe conducendo da due settimane trattative indirette con Teheran, attraverso Qatar e Pakistan, per raggiungere un nuovo cessate il fuoco e riaprire il negoziato sul nucleare, riferisce Axios.

L’ultimo attacco

Intanto, Donald Trump ha confermato un’azione militare statunitense in Iran: “Abbiamo condotto un piccolo attacco. Hanno costruito un piccolo dispositivo antiaereo e lo abbiamo messo fuori combattimento in 15 minuti, forse cinque”, ha dichiarato, senza chiarire il coinvolgimento americano nell’attacco all’isola di Qeshm. Teheran ha risposto rivendicando una maggiore capacità militare rispetto all’inizio della guerra. Le forze armate iraniane, ha avvertito il portavoce Mohammad Akraminia, sono pronte a reagire “immediatamente” e “senza limiti geografici” a qualsiasi nuovo attacco.

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Gianluca Pace