Iran, si temono 12mila morti: scattano anche le esecuzioni. Trump: "Continuate a protestare, gli aiuti sono in arrivo" (Fonte Ansa) - Blitz Quotidiano
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha incitato gli iraniani a continuare a manifestare e a “prendere il controllo delle istituzioni”, mentre il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato a porte chiuse che in questa fase il presidente sta valutando risposte non militari a sostegno dei manifestanti in Iran, come ha riferito ad Axios una fonte informata. Trump ha infatti ribadito la sua promessa di sostegno ai manifestanti. “Ho cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando non si fermeranno le uccisioni senza senso di chi protesta”, ha dichiarato Trump, aggiungendo: “Gli aiuti sono in arrivo”.
L’inviato speciale degli Stati Uniti, Steve Witkoff, ha incontrato segretamente nel fine settimana l’ex principe ereditario iraniano in esilio Reza Pahlavi, il quale cerca di posizionarsi per assumere un ruolo di “leader transitorio” nel caso in cui il regime crolli. Mentre in Europa vengono convocati gli ambasciatori iraniani per protestare contro la sanguinosa repressione, Mosca e Pechino si irrigidiscono contro le ultime minacce americane nei confronti di un alleato geopolitico cruciale. “Chi intende usare i disordini in corso in Iran come pretesto per un nuovo attacco alla Repubblica islamica come quello del giugno scorso, deve essere consapevole delle conseguenze disastrose di tali azioni per la situazione in Medio Oriente e per la sicurezza internazionale globale”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. La Cina, principale acquirente del greggio iraniano, ha condannato i nuovi dazi e avvertito che tutelerà “con decisione i suoi legittimi diritti e interessi”.
Il bilancio delle vittime, intanto, continua a salire. Iran International stima almeno 12mila morti, molti dei quali sotto i 30 anni. Per il regime sarebbero invece tremila le vittime confermate. “È estremamente preoccupante vedere dichiarazioni pubbliche di alcuni funzionari giudiziari che indicano la possibilità che la pena di morte venga utilizzata contro i manifestanti attraverso procedimenti giudiziari accelerati”, ha denunciato l’Alto Commissario per i diritti umani Volker Turk.
A preoccupare, infatti, è soprattutto il caso di Erfan Soltani, 26 anni, arrestato la scorsa settimana nella città satellite di Teheran, Karaj, e che secondo una fonte è già stato condannato a morte e dovrebbe essere giustiziato a breve. Non è chiaro con quali accuse a suo carico, nell’assenza totale di resoconti da parte dei media statali. Amnesty lancia un appello: “La comunità internazionale deve chiedere urgentemente alle autorità iraniane di interrompere subito tutte le esecuzioni, inclusa quella di Erfan Soltani”.