Israele, a un giorno dal voto l'opposizione chiede alla Procura di avviare un'inchiesta per tradimento contro Netanyahu (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
Il leader del partito della destra laica israeliana Yisrael Beytenu, Avigdor Liberman, ha reso noto su X di aver scritto una lettera alla procuratrice generale di Israele Gali Baharav-Miara chiedendo di avviare un’indagine penale contro il primo ministro Benjamin Netanyahu per “tradimento”, in seguito alle notizie secondo cui starebbe per riaprire le ostilità con l’Iran.
Nel suo messaggio su X, Liberman scrive: “Il tentativo di trascinare lo Stato di Israele in una guerra alla vigilia delle elezioni, insieme alla volontà di sacrificare i soldati dell’esercito israeliano per il solo timore di perdere le elezioni, costituisce un tradimento dello Stato, della sua sicurezza e dei soldati dell’Idf”. “Nell’ultimo mese, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta facendo pressione sui vertici dell’apparato di sicurezza affinché adottino misure che potrebbero provocare un errore di valutazione nei confronti dell’Iran”, conclude Liberman che pubblica la lettera al procuratore.
Una commissione d’inchiesta istituzionale sul fallimento del 7 ottobre 2023 è un delle proposte portate avanti da Gadi Eisenkot, leader del partito centrista “Yashar!” e principale concorrente di Benyamin Netanyahu alle elezioni che si terranno domani, martedì 27 ottobre. Tra gli altri punti, Eisenkot prevede un iter legislativo per l’arruolamento “per tutti” e la creazione di un gabinetto nazionale per combattere la criminaltà. Se vince, il politico 66enne si impegna a portare avanti “entro una settimana” dall’insediamento di un eventuale governo a sua guida. Lo ha detto domenica sera durante l’ultimo comizio elettorale a Tel Aviv, a cui ha preso parte un migliaio di sostenitori da diverse parti del Paese.
“Entro diciotto mesi dal mio insediamento, l’organizzazione terroristica Hamas non governerà più Gaza. Nessuno è più determinato di me a smantellare Hamas”, ha detto l’ex capo di Stato maggiore dell’Idf, nominato alla carica nel 2014 da Netanyahu. Rivolgendo un appello diretto proprio agli elettori del partito del premier, il Likud: ”So quanto sia difficile fare una scelta diversa. Ma questa volta, non siete voi a intraprendere una nuova strada, è il Likud ad aver smarrito la propria. In fondo, anche voi sapete che Israele non può continuare così, che ha bisogno di un cambiamento. Guardatemi negli occhi: potete fidarvi di me”, ha detto, garantendo che lavorerà ”per riunire tutti gli israeliani, sia coloro che ci hanno votato sia coloro che non lo hanno fatto”.
Eisenkot, di origini marocchine e che ha passato gran parte dei quali passati indossando una divisa militare, è sato definito da alcuni opinionisti come “l’uomo che incarna tutto ciò che il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, non è”. Nelle ultime battute della campagna elettorale ha detto che ”Yashar! (che in ebraico vuol dire “dritto” e “onesto” ndr) deve ottenere un risultato nettamente superiore a quello del Likud. Senza un netto vantaggio di Yashar! sul Likud, non ci sarà alcun cambiamento. Netanyahu punta a un pareggio per poter sostenere di dover rimanere al suo posto”.
Gli ultimi sondaggi pubblicati venerdì danno Eisenkot intorno ai 22 seggi a fronte di 20 del Likud, mentre nessuno dei blocchi dell’attuale opposizione riuscirebbe a ottenere il minimo di 61 seggi necessario a formare un governo.