Israele al voto, sondaggi: Eisenkot, di poco avanti su Netanyahu, promette la fine di Hamas in 18 mesi (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Commissione d’inchiesta istituzionale sul fallimento del 7 ottobre 2023, iter legislativo per l’arruolamento “per tutti”, gabinetto nazionale per combattere la criminaltà.
Sono i tre punti che Gadi Eisenkot, leader di ‘Yashar!’ e principale concorrente di Benyamin Netanyahu alle elezioni di domani, si impegna a portare avanti “entro una settimana” dall’insediamento di un eventuale governo a sua guida.
Lo ha detto domenica sera durante l’ultimo comizio elettorale a Tel Aviv, a cui ha preso parte un migliaio di sostenitori da diverse parti del Paese.
“Entro diciotto mesi dal mio insediamento, l’organizzazione terroristica Hamas non governerà più Gaza. Nessuno è più determinato di me a smantellare Hamas”, ha detto l’ex capo di Stato maggiore dell’Idf, nominato alla carica nel 2014 da Netanyahu.
Rivolgendo un appello diretto proprio agli elettori del partito del premier, il Likud: ”So quanto sia difficile fare una scelta diversa. Ma questa volta, non siete voi a intraprendere una nuova strada: è il Likud ad aver smarrito la propria. In fondo, anche voi sapete che Israele non può continuare così, che ha bisogno di un cambiamento. Guardatemi negli occhi: potete fidarvi di me”, ha detto, garantendo che lavorerà ”per riunire tutti gli israeliani, sia coloro che ci hanno votato sia coloro che non lo hanno fatto”.
Nelle ultime battute della corsa elettorale, Eisenkot concentra il messaggio anche sulla campagna per il partito più grande, di modo da ottenere per il primo il mandato del presidente per formare una coalizione.
”Yashar! deve ottenere un risultato nettamente superiore a quello del Likud. Senza un netto vantaggio di Yashar! sul Likud, non ci sarà alcun cambiamento. Netanyahu punta a un pareggio per poter sostenere di dover rimanere al suo posto”.
A questo proposito va tuttavia registrata una certa tensione tra i leader dei partiti che fanno parte del Change Bloc, il cosiddetto blocco anti-Bibi. Con una serie di botta e risposta sui social, proprio la “campagna del partito più grande” promossa da Gadi Eisenkot viene duramente criticata.
“Se vi è arrivato su WhatsApp il messaggio che ‘spiega’ come, con il nostro sistema elettorale, i voti ‘confluiscano’ verso il partito più grande, dovete sapere una cosa: semplicemente non è vero”, ha scritto il leader dell’opposizione Yair Lapid su X.
“Non c’è nulla che desideri più della nostra vittoria alle elezioni, tutti insieme, come blocco. Ma non in questo modo. Ingannare il pubblico non è il nostro metodo: è il metodo dell’altro schieramento”, ha affermato rivolgendosi direttamente agli elettori .
Gli ultimi sondaggi pubblicati venerdì danno Eisenkot intorno ai 22 seggi a fronte di 20 del Likud, mentre nessuno dei blocchi di attuale opposizione e coalizione riesce a ottenere il minimo di 61 seggi necessario a formare un governo.