(Foto Ansa)
Il quartier generale centrale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie dell’Iran ha annunciato che, dopo quella che definisce la ferma reazione di Teheran contro il regime israeliano, le operazioni militari sono state sospese, avvertendo però al tempo stesso di possibili “attacchi più duri e devastanti” nel caso in cui Israele riprendesse i bombardamenti sul Libano, secondo quanto riportato dall’agenzia IRNA.
Il capo del Consiglio per il Discernimento, Sadegh Amoli Larijani, ha avvertito che “in caso di aggressione contro qualsiasi parte dell’asse della resistenza, che include Hezbollah, l’Iran risponderà, trascendendo i confini geografici, il che altererà gli equilibri regionali”. Ha inoltre aggiunto che “qualsiasi escalation della guerra o aggressione contro le infrastrutture critiche iraniane si scontrerà con una risposta globale e deterrente”.
Sul fronte israeliano, la televisione Channel 12 riferisce che “Israele si sta preparando ad almeno diversi giorni di combattimenti… l’esercito è già pronto con piani d’attacco per il futuro”.
In queste ore è intervenuto anche l’ex presidente statunitense Donald Trump, che ha scritto su Truth Social: “Cessare immediatamente di sparare” e successivamente che Israele e Iran “stanno cercando di raggiungere un cessate il fuoco immediato”. La tv saudita Al Arabiya riferisce inoltre che Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbero parlato al telefono poco fa, con Trump che ha ribadito come i negoziati sulla “pace” stiano procedendo, salvo ostacoli di “ignoranza o stupidità”, e che il blocco statunitense dei porti navali iraniani resterà in vigore fino a un “accordo definitivo”.
Secondo i media israeliani, la telefonata tra Trump e Netanyahu sarebbe avvenuta “alla luce dell’annuncio dell’Iran di cessare il fuoco contro Israele”, segnando un possibile passaggio diplomatico dopo giorni di tensione crescente.
Tornando sul versante iraniano, il presidente Masoud Pezeshkian ha dichiarato che Teheran non ha abbandonato né il campo di battaglia né il tavolo dei negoziati. “Difenderemo con forza i diritti della nazione e non ci tireremo indietro di fronte ad alcuna minaccia”, ha scritto su X. Pezeshkian ha descritto diplomazia e difesa come “i due pilastri del potere nazionale”, ribadendo che l’Iran rimane impegnato su entrambi i fronti.
Il quadro che emerge resta quindi estremamente fluido: da un lato segnali di possibile de-escalation e contatti diplomatici, dall’altro avvertimenti militari e preparativi che indicano come la tensione regionale non sia ancora rientrata.