Italia di nuovo al voto (24-25 maggio). Campo Largo in ordine sparso al Sud, centrodestra in ansia per Venezia (foto Ansa-Blitzquotidiano)
L’Italia di nuovo al voto. Ben 737 comuni, di cui 18 capoluoghi e 118 sopra i 15 mila abitanti, sono chiamati alle urne (24-25 maggio ). Oltre 6 milioni di elettori sono chiamati alle elezioni amministrative che potrebbero rivelarsi una nuova impasse per il centrodestra.
Se non altro perché è data probabile la sconfitta a Venezia, unico capoluogo di regione al voto e teatro delle recenti polemiche sulla Biennale che ha sconquassato bipartisan. Comunque coalizioni alla prova da Venezia a Salerno con la prospettiva dei ballottaggi che potrebbero favorire le liste civiche o quelle moderate.
In Campania solo in due comuni al voto maggioritario hanno trovato la quadra. Negli altri 24 è tutto indecifrabile ma di coalizione non si parla. Le sfide clou vedono centrosinistra e centrodestra dilaniati.
Ma la vera faida è nel Pd: a Salerno l’ex governatore De Luca punta al trionfo solitario. Anche al nord il Campo Largo è diviso come a Mantova. Salvini ha provocato un piccolo terremoto politico al festival della Economia a Trento, ma in serata ha ribadito che il suo obiettivo è di arrivare a fine legislatura. Ci saranno conseguenze?
Inutile nasconderlo: dei 118 comuni superiori, 47 sono amministrati dal centrosinistra, 41 dal centrodestra, 15 da sindaci civici, 5 da esponenti in quota M5S.
Il centrodestra teme soprattutto di perdere Venezia dove l’uscente Luigi Brugnaro non può ricandidarsi. È vero che la coalizione ha scelto il suo vice Simone Venturini, ma è altrettanto vero che Venturini sta stentando.
A Venezia il candidato più forte è Andrea Martella, ex parlamentare ed ex sottosegretario. Lo sostiene una coalizione che va dal campo largo a Rifondazione comunista.
In compenso il centrodestra sì è ricompattato a Salerno dove praticamente De Luca si è autocandidato e corre da solo per diventare sindaco per la quinta volta. Contro lo sceriffo si è manifestato l’euro deputato Sandro Ruotolo che ha definito la candidatura di De Luca “ un atto di feudalesimo”.
Ma se è vero che in provincia di Napoli il M5S presenta candidati alternativi al Pd, certo il centrodestra non se la passa meglio. A San Giorgio ad esempio Lega e Forza Italia sono assenti. La lista civica di Vannacci è pronta a raccogliere i dispersi.