La corsa del centrodestra per la grazia al gioielliere Mario Roggero e il "no" di Mattarella: "Le prerogative sono del Capo dello Stato" (foto Ansa) - Blitz Quotidiano
A poche ore dalla sentenza definitiva a quasi 15 anni di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l’assalto alla sua gioielleria nel 2021, il caso è finito nelle stanze del Quirinale, dove il titolare della Giustizia Carlo Nordio è stato convocato da Sergio Mattarella, che ha puntualizzato i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia. Una facoltà, è stato precisato da una nota della stessa Presidenza, che la Costituzione riserva esclusivamente al presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale in una sentenza del 2006.
Si è trattato dell’epilogo politico della giornata di ieri, vissuta a suon di dichiarazioni e rincorse tra partiti della maggioranza, tutti in difesa del 72enne che nelle prossime ore dovrà andare in cella. Tutto il Governo ha condiviso la richiesta di grazia per Roggero. E in ambienti di maggioranza si è definita una “esagerazione” l’intervento del Capo dello Stato. Tanto da far chiedere al Pd se la premier Giorgia Meloni non fosse informata delle mosse del suo ministro.
Tutto è partito dall’annuncio dei capigruppo di centrodestra di Camera e Senato di una raccolta firme di tutti i parlamentari dei propri gruppi, e di tutti coloro che vorranno sottoscrivere, per richiedere al ministero di Giustizia la grazia a Roggero. “Riteniamo – hanno spiegato – che, al di là degli aspetti di natura giuridica, quanto gli è avvenuto meriti una risposta immediata”. Salvini ha rilanciato e assicurato di essere “a disposizione per aiutare lui e la sua famiglia” non “escludendo nulla a priori”. Nemmeno una candidatura del gioielliere: “Stiamo valutando – ha annunciato – se la normativa lo permette”. La Lega ha ribadito il sostegno al gioielliere anche in Aula dove, al termine dell’intervento di Giorgio Maria Bergesio che a fine seduta ha ricordato il caso, tutti i senatori leghisti si sono alzati in piedi per mostrare una foto di Roggero. “Mario ti vogliamo libero subito”, ha aggiunto Bergesio.
Anche Guido Crosetto è favorevole alla grazia: “Penso vada esperita ogni possibilità perché lui possa tornare a casa” perché ciò che è accaduto a Roggero “è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare”.
I vannacciani hanno colto l’occasione per punzecchiare la maggioranza che è stata tacciata di ipocrisia: “Per aiutare davvero Roggero bisognava votare l’emendamento di Futuro Nazionale presentato all’ultimo decreto sicurezza che prevedeva di superare il rapporto di proporzionalità tra difesa e offesa. Ma tutto il centrodestra, Lega compresa, ha votato contro”.
Nel pomeriggio fonti del sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, in quota FdI, hanno poi annunciato che Carlo Nordio ha avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia. Dopo qualche ora, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto ricevere il ministro facendo le sue puntualizzazioni. Di fronte agli interrogativi sull’irritazione del Presidente, fonti del Quirinale hanno spiegato che non si tratta di una questione di merito, anche perché ancora non è stata resa nota la motivazione della sentenza della Cassazione e quindi il discorso sulla concessione o meno della grazia è assolutamente prematuro. Per la presidenza della Repubblica è una questione strettamente di metodo, che tocca i poteri del presidente della Repubblica così come disegnati dalla Costituzione.
Mattarella avrebbe ripetuto, durante il colloquio, le parole di Luigi Einaudi: “È dovere del Presidente della Repubblica di evitare si pongano precedenti, grazie ai quali accada o sembri accadere che egli non trasmetta al suo successore immuni da qualsiasi incrinatura le facoltà che la Costituzione gli attribuisce”.
Nordio ha incassato, ma ha da la sua il sostegno e la condivisione della maggioranza per una decisione forse “calata dall’alto” – si è voluto rimarcare in ambienti dell’opposizione – e non gestita solo dal ministero della Giustizia. Secondo alcune fonti del centrosinistra, la maggioranza avrebbe cercato di affrettarsi in una mossa politica per evitare ulteriore spostamento di consensi verso Vannacci: da qui il pressing sul Guardasigilli affinché si attivasse per l’istruttoria. Terminata questa, sulla base dei risultati il ministro fornirà un suo parere, non vincolante e in ultimo dal dicastero potrebbe quindi essere presa la decisione di trasmettere l’incartamento al presidente della Repubblica. Che però ieri si è fatto sentire ricordando le sue prerogative.
Roggero intanto non si è ancora costituito. Nella giornata di ieri si sono rincorse voci su quando e dove lo avrebbe fatto. Il gioielliere finirà in carcere ed ha voluto realizzare un video in cui ha detto che “è finita, mi hanno dato l’ergastolo”.
Nel ringraziare i tanti sostenitori, Roggero ha aggiunto: “Sarete voi la mia voce”. Della vicenda ha parlato all’Ansa anche Dante Roggero, il fratello del gioielliere: “Mio fratello è certamente provato, ma sempre resiliente. Il suo ultimo video, trasmesso anche alla tv, riassume tutto. Tanti si sono mossi per la richiesta di grazia e di questo lui è estremamente riconoscente”.
c’è un episodio che è stato richiamato dai giudici nelle motivazioni della sentenza della Corte d’appello di Torino che ha portato alla condanna di Mario Roggero a 14 anni e 9 mesi: l’aggressione al fidanzato della figlia, avvenuta nel 2005. Secondo i giudici d’appello, Roggero, si era presentato a casa della famiglia del fidanzato della figlia minacciandolo e aggredendolo.
Nelle motivazioni della sentenza del 2025, i giudici ricordano anche che Roggero era “affetto da un disturbo post traumatico da stress in seguito alla precedente rapina del 2015”. Secondo quanto riportato negli atti, era convinto “di dover agire da solo, posto che le autorità a ciò deputate non avevano svolto in modo adeguato il loro compito a seguito di quella rapina”, osservando inoltre che “la modalità impulsiva di reazione agli eventi fosse presente anche nel passato”, proprio con riferimento all’episodio del 2005.