Politica

La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 10 luglio

Sono due le notizie principali di oggi in apertura sui quotidiani: il nuovo blocco di Hormuz dopo i raid statunitensi e il caso che coinvolge il conduttore di Report Sigfrido Ranucci. “Iran, i raid bloccalo Hormuz”, è la prima pagina del Corriere dell Sera. “Roma-Mosca, guerra di spie”, titola invece La Stampa. “Lavitola, i giornalisti e lo strano sondaggio”, è l’apertura del Fatto Quotidiano.

La rassegna stampa di oggi: 

“I raid chiudono Hormuz” (La Repubblica).

“Iran, i raid bloccalo Hormuz” (Il Corriere della Sera).

“Le ipocrisie sulla corsa al Colle”, di Ernesto Galli della Loggia: “Solo con un alto grado d’ipocrisia si spiega il tono scandalizzato, quasi offeso, con cui l’opposizione e una parte dell’opinione pubblica hanno accolto le parole di Giorgia Meloni a proposito dell’elezione del prossimo presidente della Repubblica. Per aver semplicemente detto di augurarsi che questi provenga dalle file del centro destra e non del centro sinistra com’ è sempre accaduto finora. Subito si è alzato un coro di indignazione, di «cosa ci tocca sentire», di signora mia…”.

“Roma-Mosca, guerra di spie” (La Stampa).

“Emissioni, le imprese scrivo alla Ue: Riforma profonda del sistema Ets” (Il Sole 24 Ore).

“Iran, raid incrociati. E a Hormuz navi di nuovo bloccate” (Il Messaggero).

“L’arte smarrita della politica”, di Giuseppe Vegas: “Occasionalmente accadono fenomeni che ci fanno toccare con mano la crisi dei valori che sta trasformando la nostra società. Una società in cui il sacrosanto principio di uguaglianza, inquinato dalla retorica dei diritti, si è venuto rapidamente, ma inesorabilmente, trasformando da uguaglianza dei punti di partenza in quello dell’uguaglianza dei punti di arrivo. Così la persona umana non è più considerata in rapporto a ciò che fa – le manifestazioni concrete che discendono dal godimento della libertà personale, la capacità di contribuire al benessere spirituale o sociale della realtà in cui esplica le proprie capacità – ma esclusivamente in funzione del fatto di esistere”.

“Giornalisti, sondaggi e trame. Chi voleva Ranucci premier” (Il Giornale).

“Negoziato esplosivo” (Avvenire).

“Lavitola, i giornalisti e lo strano sondaggio” (Il Fatto Quotidiano).

“L’ultima piazza”, di Marco Travaglio: “Si spera che la prima “piazza unitaria” della cosiddetta coalizione progressista a Napoli, fra spazi vuoti e strilli di Potere al Popolo, sia anche l’ultima. Vedere i leader “insieme” è un’ossessione dei commentatori da talk più saccenti e annoiati, ma non frega nulla alle persone normali ansiose di liberarsi dell’Armata Brancameloni. Anzi, le irrita”.

“Da Rai a TeleLavitola” (Libero).

“TeleMeloni ma non troppo”, di Alessandro Sallusti: “Le opposizioni la chiamano TeleMeloni ma mi sa che in realtà la Rai è TeleLavitola dal nome del faccendiere pregiudicato consigliori principale di Sigfrido Ranucci, il conduttore di Report al centro del caso giudiziario (la bomba esplosa a ottobre scorso davanti casa) che sta scuotendo il mondo dell’informazione politica. Non solo sale forte il dubbio che Lavitola – accusato di essere il mandante dell’attentato mettesse becco nella gestione dell’informazione Rai, ormai è accertato che i due, Lavitola e Ranucci, stessero valutando e preparando all’insaputa dell’azienda una discesa in campo politica del conduttore alle prossime elezioni politiche…”.

“Bombe sull’Iran e Golfo in fiamme. Le guerre di Trump sono infinite” (Domani).

“Cosa guardi? Sono islamico. E taglia la faccia a una ragazza” (La Verità).

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Giuseppe Avico