Politica

La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 13 aprile

La principale notizia di oggi in apertura sui quotidiani è quella relativa alle elezioni in Ungheria, con la vittoria del partito di opposizione Tisza guidato da Péter Magyar e la fine del governo di Viktor Orbán dopo 16 anni. In primo piano anche il fallimento dei negoziati fra Iran e Stati Uniti in Pakistan, con Trump che annuncia un blocco navale dello stretto di Hormuz. In primo piano anche le elezioni in Ungheria e la vittoria del partito di opposizione Tisza guidato da Péter Magyar e la fine dopo 16 anni del governo di Viktor Orbán. “Fine del regime Orbán”, è l’apertura di Repubblica. “Falliti i negoziati. Trump: Hormuz, ora blocco navale”, è invece la prima pagina del Corriere della Sera. “Usa-Iran, primo round fallito. Il regime è più forte di prima”, titola il Fatto Quotidiano.

La rassegna stampa di oggi: 

“Fine del regime Orbán” (La Repubblica).

“Falliti i negoziati. Trump: Hormuz, ora blocco navale” (Il Corriere della Sera).

“L’impennata d’orgoglio ungherese”, di Paolo Valentino: “Il nostro lungo incubo europeo è finito. Dopo sedici anni nei quali ha trasformato l’Ungheria in una «democrazia illiberale» nel cuore d’Europa, Viktor Orbán subisce una sconfitta elettorale devastante e senza appello. A Budapest vince Péter Magyar, l’ussaro che ha scoperchiato il tetto dell’edificio orbaniano, mostrandone crepe, vizi e segreti inconfessabili. Sul Danubio soffia il desiderio di cambiamento di un Paese stanco della satrapia corrotta e asservita del tribuno sovranista”.

“Ungheria, Europa. La caduta di Orban” (La Stampa).

“Famiglie numerose, single e disoccupati: rincari ad alto rischio” (Il Sole 24 Ore).

“L’Ungheria ha scelto l’Europa” (Il Messaggero).

“Elezioni Ungheria, un punto di partenza non di arrivo”, di Michele Marchi: “Lo si è scritto più volte in queste settimane: le elezioni legislative ungheresi saranno un referendum sul futuro dell’Unione europea. Ebbene, i risultati sembrano confermare i sondaggi: dopo sedici anni Orban interrompe il suo dominio sull’Ungheria. A questo punto si spera davvero che Budapest smetta progressivamente di essere una spina nel fianco nel processo decisionale dell’Ue, innanzitutto a partire dall’indispensabile via libera al pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro all’Ucraina”.

“Finisce l’era Orbán. L’Ungheria svolta (ma resta a destra)” (Il Giornale).

“Usa-Iran, primo round fallito. Il regime è più forte di prima” (Il Fatto Quotidiano).

“Vince la destra, sinistra in festa” (Libero).

“La sbornia ungherese che illude i compagni”, di Mario Sechi: “Viktor Orban ha perso e il voto in Ungheria ci dà una serie di spunti interessanti per il futuro, un’ottima lezione per restituire la scena alla realtà e non alla propaganda. La dittatura magiara raccontata sui giornali delle classi in progress in questi anni è improvvisamente svanita: l’Ungheria ha votato, ha cambiato pagina nettamente, la democrazia ha trionfato, la vittoria di Peter Magyar ne è la prova, a meno che non si pensi che il voto è regolare solo quando vince la sinistra”.

“In Ungheria trionfa Magyar. Orbán ko, le destre ora tremano” (Domani).

“Immigrato ferisce sei agenti. Il giudice lo lascia in libertà” (La Verità).

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Giuseppe Avico