Politica

La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 16 aprile

Sono diverse le notizie di oggi in apertura sui quotidiani: dalla visita in Italia del presidente ucraino Zelensky al voto dell’assemblea degli azionisti del Monte dei Paschi di Siena per eleggere il nuovo consiglio di amministrazione. Spazio anche alle nuove critiche del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei confronti della premier Giorgia Meloni per il mancato appoggio dell’Italia nella guerra in Medio Oriente. “Trump senza freni, nuovi attacchi”, è l’apertura del Corriere della Sera. “Ribaltone Mps, vince la lista di Lovaglio”, è la prima pagina di Repubblica. “Trump azzoppa Conte”, titola Libero.

La rassegna stampa di oggi: 

“Ribaltone Mps, vince la lista di Lovaglio” (La Repubblica).

“Trump senza freni, nuovi attacchi” (Il Corriere della Sera).

“Un anno di scelte possibili”, di Sabino Cassese: “Che cosa ha fatto il governo e che cosa dovrebbe fare nel tempo che resta, poco più di un anno? Sono interrogativi proposti più volte in questi giorni, dopo l’esito negativo del referendum. La risposta alla prima domanda è stata in generale negativa. Ma solo chi non legga la Gazzetta Ufficiale, né le ottime e puntuali relazioni sul monitoraggio dei provvedimenti legislativi e attuativi del Dipartimento per il programma di governo della presidenza del Consiglio dei ministri, e quelle sulla produzione normativa del Servizio studi della Camera dei deputati può dire che il governo ha fatto poco”.

“Meloni: Zelensky vero amico” (La Stampa).

“Dalla guerra impatto sul Pil fino a -0,4%. BTp, la domanda supera 193 miliardi” (Il Sole 24 Ore).

“Interesse dell’Italia prima di tutto” (Il Messaggero).

“Le regole europee che frenano la crescita”, di Angelo De Mattia: “Il rischio è che aspettando il Godot della recessione, e magari facendo gli scongiuri, si adottino misure poi che producano ” too little, too late”, troppo poco e troppo tardi. Quando viene in rilievo il Patto di stabilità, non si tratta di chiedere ora la revisione della non lontana riforma, che pure sarebbe necessaria e non rinviabile alle calende greche, ma, date le condizioni incombenti e le previsioni, occorre decidere una sospensione del Patto in questione. Quotidianamente, da parte dei diversi previsori, si susseguono per i ” fondamentali”, in specie per la crescita dell’economia, gravi proiezioni per l’anno in corso e per quelli a seguire”.

“Da Trump a Kiev. La mossa di Meloni” (Il Giornale).

“Ci vorrebbe un amico” (Il Manifesto).

“23 aerei Usa da Aviano con le armi per il Golfo” (Il Fatto Quotidiano).

“L’amico di famiglia”, di Marco Travaglio: “Per la Meloni le pulizie di Pasqua fra gli amici sembravano non finire più: dai piccoli (Delmastro, Bartolozzi e Santanchè) ai grandi (Trump, Netanyahu e Orbán). Purtroppo si sono interrotte sul più bello, quando poteva liberarsi o almeno distanziarsi da quello più costoso e petulante: Zelensky. Invece se lo tiene stretto…”.

“Il filo del dialogo” (Avvenire).

“Trump azzoppa Conte” (Libero).

“La sinistra orfana degli spettri fascisti”, di Mario Sechi: “La narrazione della sinistra anti-Meloniana in questi anni si è basata sull’equazione tra destra sovranista e fascismo storico, un falso che sta collassando e finirà per travolgere i suoi pifferai. Due fatti hanno dato un colpo letale allo storytelling progressista sul ritorno del totalitarismo: il primo, la sconfitta di Viktor Orban nel voto in Ungheria, dove il presunto “dittatore” ha accettato un verdetto democratico e pacificamente ha lasciato il governo, un trionfo delle regole dello Stato di diritto, a Budapest, dove la sinistra qualunquista vedeva solo autoritarismo; il secondo, l’attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni…”.

“Ora la sinistra rimpiange Trump” (La Verità).

“Mps, la sconfitta di Caltagirone. Meloni lo molla, trionfa Lovaglio” (Domani).

Published by
Giuseppe Avico