Politica

La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 16 giugno

La notizia principale di oggi in apertura sui quotidiani è quella relativa alla firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran e alla riapertura dello Stretto di Hormuz, per la quale ci sarà bisogno comunque di un’operazione di sminamento a cui potrebbero partecipare i principali Paesi europei. “L’intesa regge, riapre Hormuz”, titola La Stampa. “Europa, missione a Hormuz”, è invece la prima pagina di Repubblica. “Trump sconfitto dall’Iran. Ue genuflessa a Ben-Gvir”, è l’apertura del Fatto Quotidiano.

La rassegna stampa di oggi: 

“Europa, missione a Hormuz” (La Repubblica).

“La firma digitale all’intesa Usa-Iran. Riapre Hormuz” (Il Corriere della Sera).

“La tripla verità”, di Federico Rampini: “Trump canta vittoria, secondo lui l’Iran riapre Hormuz e rinuncia al nucleare. Teheran canta vittoria, celebra la fine dell’embargo americano e delle sanzioni, cospicui pagamenti in arrivo. Il Pakistan (mediatore) dice che l’accordo vincola anche Israele in Libano. Ma né Netanyahu né Hezbollah hanno partecipato al negoziato. Così tante versioni, così diverse. Parlare di pace è prematuro. Perfino la parola «accordo» sembra eccessiva. Alla firma bisognerà leggere ogni virgola. E comunque il testo rimarrà un preliminare, se prelude a 60 giorni di negoziato sui punti cruciali”.

“L’intesa regge, riapre Hormuz” (La Stampa).

“Con accordo Usa-Iran petrolio in caduta. Wall Street e Milano macinano record” (Il Sole 24 Ore).

“Usa-Iran, Hormuz riapre” (Il Messaggero).

“Un accordo che permette di andare avanti”, di Stefano Silvestri: “Non conosciamo ancora i termini di questo accordo tra Washington e Teheran che dovrebbe essere firmato ufficialmente venerdì prossimo, ma a parte un gran numero di dettagli, molto diversi tra loro a seconda di chi li fa filtrare, la sostanza sembra ruotare attorno a tre punti, due ben definiti e uno invece ancora difficile da attuare. Il primo punto, il più importante, che fa tirare un sospiro di sollievo ai mercati internazionali, è la piena riapertura del Canale di Hormuz e la fine del blocco navale applicato dagli USA”.

“Disgelo Meloni-Trump: Faremo la nostra parte” (Il Giornale).

“Farsi male” (Il Manifesto).

“Trump sconfitto dall’Iran. Ue genuflessa a Ben-Gvir” (Il Fatto Quotidiano).

“Libertà di applauso”, di Marco Travaglio: “Giuro che mi sono commosso leggendo sul Corriere lo straziante appello di Polito El Drito a una fantomatica “sinistra” affinché conceda “più libertà (non meno) contro i pregiudizi” di chi vuole “togliere la parola a scrittori israeliani e a editori non conformi”. El Drito ce l’ha col ridicolo patentino antifascista richiesto per partecipare alla fiera…”.

“Tempo di sminare” (Avvenire).

“Guerra, benzina, bollette. La tregua cambia tutto” (Libero).

“Quel lavoro sporco fatto anche per noi”, di Alessandro Sallusti: “Lascio agli esperti di geopolitica il compito di stabilire chi abbia vinto, perso o pareggiato nella guerra che da un anno vede contrapposti l’Iran a Stati Uniti ed Israele. Il fatto che sia stato annunciato ufficialmente dalle parti un accordo di pace è comunque la fine di un incubo, anzi di un doppio incubo. Il primo è che il prolungarsi del conflitto avrebbe messo in ginocchio le economie occidentali e quella italiana in particolare; la seconda è che la crisi potesse allargarsi portando il mondo intero sull’orlo della Terza guerra mondiale”.

“Scoppia la concertopoli del Pd” (La Verità).

“Hormuz riaperto, il resto non si sa. Tra Usa e Iran un accordo di argilla” (Domani).

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Giuseppe Avico