Politica

La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 18 giugno

La notizia principale di oggi in apertura sui quotidiani è quella relativa all’accordo tra Stati Uniti e Iran per mettere fine alla guerra, che è stato firmato nella notte dai presidenti dei due Paesi. “Iran, i 14 punti dell’accordo”, è l’apertura del Corriere della Sera. “La pace non ridurrà le bollette”, titola invece La Stampa. “L’Italia vince sui migranti. L’Europa remigra la sinistra”, è la prima pagina di Libero.

La rassegna stampa di oggi: 

“Iran-Usa, ecco il piano” (La Repubblica).

“Iran, i 14 punti dell’accordo” (Il Corriere della Sera).

“Il compromesso (debole) degli Usa”, di Federico Fubini: “Se davvero sarà firmata così, la bozza di «accordo» di queste ore fra gli Stati Uniti e l’Iran è la maggiore umiliazione della diplomazia americana dalle fughe da Saigon nel 1975 e da Kabul del 2021. A leggerli, i 14 punti che dovrebbero essere sul tavolo scorrono come se fosse il regime di Teheran ad aver dettato le condizioni e Donald Trump ad averle subite. Come raccontato più volte sul nostro giornale, sono l’istantanea di una Casa Bianca che aveva più fretta persino di un Iran bombardato e assediato di uscire dalla situazione in cui si era cacciata”.

“La pace non ridurrà le bollette” (La Stampa).

“Iperammortamento, in cinque giorni prenotati investimenti per 900 milioni” (Il Sole 24 Ore).

“Usa-Iran, intesa in 14 punti” (Il Messaggero).

“Il segnale della Fed”, di Angelo De Mattia: “Come spesso accade per gli accordi tra istituzioni, per non dire tra potenze, a maggior ragione per le intese preliminari ( definite dai civilisti ” pacta de contrahendo”), che stimolano a verificare le parti ancora non chiare o sospese o che sono sbilanciate verso l’uno o l’altro contraente, a maggior ragione ciò, per la sua importanza, sta accadendo dopo il ” memorandum” di intesa Usa – Iran per porre fine alle ostilità, sottoscritto per ora con firma digitale. In alcuni momenti domina l’analisi del ” chi ha vinto e chi ha perso”, mentre si fa la conta dei paragrafi della bozza di intesa ancora dal contenuto dubbio o a favore di una parte o dell’altra”.

“Porte chiuse ai migranti” (Il Giornale).

“Vinto” (Il Manifesto).

“Grandi ritorni dell’estate: Bartolazzi e prescrizione” (Il Fatto Quotidiano).

“Meglio di Alì il Comico”, di Marco Travaglio: “Fischiettano. Quelli che a febbraio invocavano un bell’attacco illegale all’Iran (quando ci vuole ci vuole) per salvare le donne dal velo, innescare la rivolta del popolo persiano che non aspettava di meglio che farsi liberare da americani, israeliani e sunniti, rimpiazzare il regime degli ayatollah con un governo filoccidentale guidato dal popolarissimo Reza Pahlavi jr.”.

“Misure senza dignità” (Avvenire).

“L’Italia vince sui migranti. L’Europa remigra la sinistra” (Libero).

“Perché vale più un contadino di un generale”, di Alessandro Sallusti: “Chi non semina non raccoglie è un proverbio che nasce dalla saggezza contadina. Parole banali, come quelle di tutti i proverbi, eppure c’è chi pensa che la stagione della semina sia tempo perso, che sia inutile sporcarsi le mani e avere la pazienza di vedere che accadrà. Dico questo perché quello che è successo ieri al Parlamento europeo – l’approvazione delle nuove direttive comunitarie in tema di contrasto all’immigrazione clandestina – non sarebbe accaduto senza la lunga e tormentata semina del governo italiano”.

“M5S pretende che Arcuri possa mentire sul Covid” (La Verità).

“Blocco revocato e soldi all’Iran. Ecco i dettagli del piano Trump” (Domani).

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Giuseppe Avico