La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 24 aprile - Blitz Quotidiano
La notizia principale di oggi in apertura sui quotidiani è ancora una volta relativa alla guerra in Medio Oriente, con il presidente Usa Donald Trump che rivendica il “controllo totale” di Hormuz e ordina di “distruggere qualsiasi imbarcazione posizioni mine” nelle sue acque. “Hormuz, la sfida di Trump”, è l’apertura del Corriere della Sera. “Meloni sfida Bruxelles: Energia fuori dal patto”, titola invece La Stampa. “Zero soldi per il riarmo: e ora chi lo dice a Trump?”, è la prima pagina del Fatto Quotidiano.
La rassegna stampa di oggi:
“Conti, Meloni contro la Ue” (La Repubblica).
“Hormuz, la sfida di Trump” (Corriere della Sera).
“La politica ha perso la parola”, di Ernesto Galli della Loggia: “Non potendo mobilitare più soldati, Churchill mobilitò la lingua inglese e la mandò in battaglia contro Hitler». Non si sa bene chi l’abbia detto (spesso la frase è attribuita a John Kennedy) ma di sicuro è un’evocazione efficace non solo delle straordinarie capacità oratorie del grande primo ministro inglese ma di qualcosa di più importante: del valore che ha nella politica dei regimi democratici la parola, il discorso. Beninteso però se si tratta della parola detta — impugnando al massimo un foglietto di appunti da sbirciare ogni tanto o magari imparata a memoria — non già della parola detta solo in apparenza ma in realtà letta quasi parola per parola, gettando disperatamente l’occhio ogni pochi secondi su un testo scritto”.
“Meloni sfida Bruxelles: Energia fuori dal patto” (La Stampa).
“Irpef zero per 11,3 milioni di contribuenti Solo il 3,3% dichiara più di 75mila euro” (Il Sole 24 Ore).
“Hormuz, la minaccia di Trump” (Il Messaggero).
“Quando la forma prevale sul merito”, di Giuseppe Vegas: “Come sempre, quando manca la sostanza, occorre salvaguardare la forma. Esattamente quanto si può osservare nell’azione dell’Unione Europea quando sono in ballo questioni che riguardano problemi di finanza pubblica. È accaduto al momento dell’entrata in vigore dell’euro, quando la Germania, che allora conduceva le danze, fu irremovibile sulla necessità che l’obiettivo del rispetto del limite massimo del deficit rispetto al Pil non potesse superare il 3 per cento “virgola zero”, senza alcun decimale aggiuntivo”.
“Gli avvocati rossi bloccano i rimpatri: le storie dei criminali che restano in Italia” (Il Giornale).
“Catena di smontaggio” (Il Manifesto).
“Zero soldi per il riarmo: e ora chi lo dice a Trump?” (Il Fatto Quotidiano).
“Vendersi un po’”, di Marco Travaglio: “Si temeva che il Nordio, stordito dalla botta referendaria a cui aveva contribuito da par suo, non si riavesse più. Invece è tornato a sparare scempiaggini più belle e superbe che pria. È ripartito da un suo vecchio cavallo di battaglia, spernacchiato dai migliori giuristi e dunque trasformato in legge dall’Ulivo…”.
“Cultura di pace” (Avvenire).
“La faccia come il bonus” (Libero).
“Cremlino al lavoro per indebolirci”, di Mario Sechi: “Il guitto di Putin, Vladimir Solovyev, ha attaccato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo scenario che ieri avevo cominciato ad abbozzare dopo l’assalto a Giorgia Meloni si è materializzato. La Russia in 48 ore ha preso di mira il Quirinale e Palazzo Chigi con un’operazione di «disinformatia» coordinata con l’agenda politica italiana e internazionale. Il Cremlino gioca la partita dell’influenza in un anno elettorale, sostiene con la propaganda i partiti filo-russi e pronti all’abbraccio con la Cina, così cerca di ribaltare la partita vera, quella in Ucraina”.
“Prima le bollette, poi le armi” (La Verità).
“Hormuz, escalation di minacce. Caos e vendette alla Casa Bianca” (Domani).