La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 28 maggio - Blitz Quotidiano
Sono diverse le notizie di oggi in apertura sui quotidiani: la situazione in Iran e lo stallo per un possibile accordo con gli Usa; il caso del 22enne ucciso da una gang in una stazione di Milano; le divisioni nella maggioranza di governo sull’ipotesi di ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea e l’azione militare israeliana in Libano. “Trump gela l’Iran sull’intesa”, è l’apertura del Corriere della Sera. “Milano, ucciso in stazione: caccia a una gang di latinos”, è la prima pagina di Repubblica. “Zitti zitti, ridanno l’immunità ai politici”, titola invece Il Fatto Quotidiano.
La rassegna stampa di oggi:
“Milano, ucciso in stazione: caccia a una gang di latinos” (La Repubblica).
“Trump gela l’Iran sull’intesa” (Il Corriere della Sera).
“Le scelte possibili e l’Europa”, di Carlo Cottarelli: “Gli interventi del presidente della Confindustria Orsini e della premier Meloni all’Assemblea della Confindustria hanno suscitato in me sentimenti contrastanti. Da un lato, ho apprezzato l’aver indicato l’eccesso di burocrazia come male fondamentale della nostra economia. Dall’altro, gli attacchi all’Europa mi hanno ricordato un film già visto: quello in cui all’avvicinarsi delle elezioni i leader politici italiani (in passato non solo quelli della destra nazionalista, ma talvolta anche quelli del centrosinistra) scaricavano sull’Europa tutta la responsabilità dei mali nostrani”.
“Aiuti ai giovani, l’ultimo flop” (La Stampa).
“Ristoranti, concessionari auto, taxi e bar: la nuova mappa del rischio evasione” (Il Sole 24 Ore).
“Ostacolo Hormuz per l’intesa” (Il Messaggero).
“I pericoli di un’Europa in crisi d’identità”, di Giuseppe Vegas: “Venticinque anni fa’ l’Europa della moneta unica nacque nello scetticismo, prevalentemente americano, che certo non gradiva la presenza di un nuovo potente sfidante nella scena economica mondiale. Partì allora un fuoco di sbarramento, principalmente concentrato sull’obiettivo di dividere gli europei e di far tornare indietro le lancette dell’orologio. L’attacco all’euro durò per i successivi undici anni, fino all’estate del 2012, quando Mario Draghi, con il suo famoso ”whatever it takes”, lo fece cessare”.
“Sprint sulla legge elettorale. Servirà indicare il premier” (Il Giornale).
“Sotto Tiro” (Il Manifesto).
“Zitti zitti, ridanno l’immunità ai politici” (Il Fatto Quotidiano).
“La sindrome di Dash”, di Marco Travaglio: “In fondo è sempre la stessa sindrome a dannare la cosiddetta sinistra: crede di rappresentare il Bene e il Giusto, dunque tutto le è dovuto, tutto le è permesso e nulla deve esserle rimproverato, incluso ciò che imputa alla destra brutta, sporca e cattiva. A Venezia si vota quel che passa il convento del Pd…”.
“I due lavoratori segreti” (Avvenire).
“Vogliono ammazzare il direttore di Libero” (Libero).
“Come si vive prigioniero da uomo libero”, di Mario Sechi: “Succede. Ma non sai cosa realmente ti sta per succedere. Nel giro di una mezza giornata la mia vita è cambiata. La minaccia. Quella minaccia. Ti telefona il Prefetto Claudio Sgaraglia, pensi sia una cosa di routine, una notizia che ha bisogno dell’attenzione del direttore del giornale, un appuntamento istituzionale, ma improvvisamente arriva un colpo di vento gelido che sbatte le imposte: «Devo metterti sotto tutela». Protesto: «Non voglio la scorta, non l’ho mai chiesta, sollecitata, desiderata. Non fa parte del mio stile di vita”.
“Socialisti con i soldi degli altri” (La Verità).
“Insulti antisemiti, scandalo a destra. Meloni non condanna le chat di FdI” (Domani).