Politica

La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 5 giugno

Sono diverse le notizie di oggi in apertura sui quotidiani: la situazione in Medioriente e la fragile tregua tra Israele e Libano, a cui Hezbollah non aderirà; la guerra in Ucraina, con Zelensky che ha proposto a Putin un incontro per porre fine al conflitto; il voto favorevole alla Camera sul disegno di legge sul nucleare in Italia e la conferma della grazia a Nicole Minetti. “Salta la tregua in Libano”, è l’apertura del Corriere della Sera. “Putin-Zelensky, segnali di pace”, titola invece La Stampa. “Zaia scende in campo”, è la prima pagina di Libero.

La rassegna stampa di oggi: 

“Ritorno al nucleare: primo sì” (La Repubblica).

“Salta la tregua in Libano” (Il Corriere della Sera).

“La patria non è una clava”, di Massimo Gramellini: “Si può amare la propria patria senza odiare quella degli altri? O l’unica alternativa al sovranismo di Trump, Netanyahu, Putin e Vannacci è la condizione fluida di chi non riconosce più radici né storie condivise e si muove per il mondo come dentro un immenso aeroporto? Le celebrazioni del 2 Giugno, con le polemiche che ne sono seguite, hanno riproposto l’interrogativo: è possibile essere patriottici senza diventare fanatici o, per contrasto, apolidi? Con il nazionalismo gli italiani hanno sempre avuto un rapporto complesso, in bilico tra disprezzo e retorica”.

“Putin-Zelensky, segnali di pace” (La Stampa).

“Carburanti, nuovo taglio alle accise” (Il Sole 24 Ore).

“L’Italia riapre al nucleare” (Il Messaggero).

“Braccianti bruciati lo Stato risponda”, di Luca Ricolfi: “Nessuno si stupisca e nessuno si indigni. Quel che è successo a Villapiana, dove due “caporali” della raccolta delle fragole hanno fatto bruciare vivi in un’automobile 4 ragazzi iper-sfruttati che reclamavano gli arretrati, è solo l’ennesimo episodio – forse il più estremo – di una realtà che si conosce da anni (almeno dalla rivolta di Rosarno, gennaio 2010) e su cui nessuno, finora, è riuscito a intervenire in modo efficace”.

“Trent’anni di bugie” (Il Giornale).

“Cogli l’atomo” (Il Manifesto).

“Grazia, Graziella e Mattarella” (Il Fatto Quotidiano).

“Lettera alla Procuratrice”, di Marco Travaglio: “Egregia procuratrice generale Francesca Nanni, lei è liberissima di credere a Santa Nicole Minetti, di passare un colpo di spugna sulle sue condanne per reati gravissimi senza che abbia scontato un minuto di pena; di cancellare le pesanti accuse lanciate da una testimone oculare senza neppure ascoltarla, anzi facendola “smentire” dai testimoni della difesa…”.

“La tregua finta” (Avvenire).

“Zaia scende in campo” (Libero).

“Si sa che gli ideali non hanno prezzo. Ma il consenso sì”, di Alessandro Sallusti: “Matteo Salvini si smarca dall’assedio di Vannacci e rilancia mettendo in campo Luca Zaia e le sue migliori pedine. L’ex governatore del Veneto ha sciolto la riserva e accetta di guidare da vicesegretario la partita del Nord, cuore pulsante del partito. Di fatto la Lega gioca d’anticipo e apre la campagna elettorale che ci porterà alle politiche del prossimo anno. Non ci permettiamo di dare consigli a gatti – i leader del centrodestra – che hanno dimostrato di sapersi arrampicare benissimo da soli, ma sentiamo che nell’aria c’è attesa di un segnale forte e chiaro”.

“L’affittopoli della sinistra” (La Verità).

“Minetti, Mattarella al contrattacco: Sì alla grazia, nessuna segretezza” (Domani).

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Giuseppe Avico