La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 8 luglio - Blitz Quotidiano
La notizia principale di oggi in apertura sui quotidiani è quella relativa alla riunione dei leader dei paesi della NATO iniziata ieri ad Ankara, con le dichiarazioni di Donald Trump che si è detto “deluso dagli alleati”, mentre la premier Giorgia Meloni “non ci ha aiutati con l’Iran”. “Trump scuote il vertice della Nato”, è la prima pagina del Corriere della Sera. “Le Pen: corro per l’Eliseo”, titola invece La Stampa. “Crosetto stanzia 19 miliardi in armi per il futuro governo”, è l’apertura del Fatto Quotidiano.
La rassegna stampa di oggi:
“Trump: Meloni sbaglia” (La Repubblica).
“Trump scuote il vertice della Nato” (Il Corriere della Sera).
“Vertice Nato, il rebus delle cifre”, di Giuseppe Sarcina: “La raffica di numeri preparata da Mark Rutte e la regia diplomatica del padrone di casa, Recep Tayyip Erdogan, forse eviteranno una conclusione traumatica del vertice Nato di Ankara. Forse. Perché Donald Trump si è presentato nella capitale turca in versione radioattiva, attaccando, ancora una volta, Italia, Germania, Francia e Gran Bretagna, cioè i Paesi che non hanno appoggiato la sua sconclusionata guerra contro l’Iran. Il presidente americano, bontà sua, ha concesso un mezzo complimento a Giorgia Meloni: «È una brava persona, ma ha commesso un errore». Sull’Iran, naturalmente. Il summit tra i leader, dopo la cena di ieri sera, entrerà nel vivo oggi”.
“Le Pen: corro per l’Eliseo” (La Stampa).
“Panetta: no a maxi rialzi dei tassi” (Il Sole 24 Ore).
“Nato, Trump contro tutti” (Il Messaggero).
“Il ruolo di Roma al tavolo per la pace”, di Luca Diotallevi: “È di queste ore la scelta dei governi israeliano e libanese di svolgere a Roma il prossimo round delle trattative di pace in cui sono impegnati. Il precedente si era svolto a Washington. Il caso in questione è difficile, molto più difficile di altri. La guerra «vera» non è quella tra Israele e Libano. La guerra «vera» è quella di Israele e del Libano contro l’Iran presente in quel teatro attraverso Hezbollah. Hezbollah, cioè l’Iran, prima ancora che minacciare Israele, rende impossibile la esistenza di un Libano indipendente e prospero, quale invece era prima di venire coinvolto (negli anni ’70) in un conflitto che non lo riguarda e prima di subire gli eccessi dell’una e dell’altra parte”.
“Ecce bomba” (Il Giornale).
“Alla fiera dell’Est” (Il Manifesto).
“Crosetto stanzia 19 miliardi in armi per il futuro governo” (Il Fatto Quotidiano).
“Antifascismo omeopatico”, di Marco Travaglio: “In vista del premio Flaiano, mi sono riletto i suoi aforismi, incluso quello da lui attribuito a Maccari: “I fascisti in Italia si dividono in due categorie: i fascisti propriamente detti e gli antifascisti”. L’ho sempre trovato troppo tranchant. Poi però ho ricevuto il modulo di iscrizione alla fiera Più libri più liberi…”.
“Affari e minacce” (Avvenire).
“Una bomba per amico” (Libero).
“I casi sono due: o è una vendetta o è un favore”, di Alessandro Sallusti: “Fino a pochi giorni fa ci si chiedeva: chissà chi ha messo nell’ottobre scorso la bomba fuori dal cancello di casa di Sigfrido Ranucci, conduttore pluridecorato di Report. Lui stesso aveva lasciato intendere che il mandante poteva essere dalle parti di Palazzo Chigi, in commissione antimafia fece anche un nome, in realtà suggeritogli da quell’altro genio investigativo dell’ex pm e oggi senatore Cinque Stelle Roberto Scarpinato, quello del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari”.
“Ombre sull’attentato a Ranucci” (La Verità).
“Nato, Trump attacca gli alleati: L’Europa ci ha voltato le spalle” (Domani).