La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 8 maggio - Blitz Quotidiano
La notizia principale di oggi in apertura sui quotidiani è quella relativa all’incontro a Roma fra Papa Leone XIV e il segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio, durante il quale è stato rinnovato “il comune impegno per coltivare buone relazioni bilaterali”. Spazio anche alla chiusura delle indagini su Andrea Sempio, che secondo gli inquirenti sarebbe l’unico responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi. “Leone vede Rubio: dialogo e pace”, è la prima pagina del Corriere della Sera. “Monito del Papa a Rubio: Lavorare per la pace”, è l’apertura di Repubblica. “Terremoto a Garlasco: Sempio è l’assassino. Stati chiede la revisione”, titola invece Il Giornale.
La rassegna stampa di oggi:
“Monito del Papa a Rubio: Lavorare per la pace” (La Repubblica).
“Leone vede Rubio: dialogo e pace” (Il Corriere della Sera).
“Le occasioni perdute”, di Giuseppe Sarcina: “Donald Trump ha fretta di chiudere un accordo. Vedremo se anche a Teheran c’è lo stesso interesse. La lista dei danni causati da questi sciagurati sessanta giorni di guerra è talmente lunga che probabilmente a noi europei andrà comunque bene. Il presidente americano dovrà accettare uno schema molto diverso da quello immaginato e annunciato all’inizio del conflitto. L’Iran potrebbe concedere una moratoria, una pausa nel piano di arricchimento dell’uranio, ma non cancellerà per sempre il percorso che porta alla costruzione della bomba atomica. A Teheran non c’è stato alcun cambio di regime, anche se il controllo della dittatura sembra passato dagli ayatollah ai pasdaran”.
“Conti, Bruxelles apre all’Italia” (La Stampa).
“Borse, il Dow Jones tocca 50mila punti” (Il Sole 24 Ore).
“Il Papa a Rubio: avanti per la pace” (Il Messaggero).
“La stabilità e il ruolo della Chiesa”, di Paolo Pombeni: “Ci sarebbe da chiedersi se Trump abbia spedito a Roma Marco Rubio ponendogli la famosa domanda che Stalin fece a chi lo invitava nel secondo dopoguerra a tenere conto del peso di papa Pio XII: “Ma quante divisioni ha il Vaticano?”. Si può supporre che se non in questi termini, almeno nella sostanza una questione simile stia nei pensieri del presidente USA, che si ostina a giudicare il papa come una delle pedine, poco significative, che partecipano all’impresa del ridisegno degli equilibri internazionali”.
“Terremoto a Garlasco: Sempio è l’assassino. Stati chiede la revisione” (Il Giornale).
“Il nero vince” (Il Manifesto).
“Cipriani ci chiede 250 milioni, ma pagò per accuse di molestie” (Il Fatto Quotidiano).
“Spagna batte Italia”, di Marco Travaglio: “Se fosse uno scherzo, sarebbe di pessimo gusto. Ma è tutto vero. Il governo italiano e la Commissione europea fanno a gara a risparmiare qualsiasi sanzione al governo sterminatore d’Israele, mentre sanzionano la Russia e ne perseguitano gli artisti alla Biennale di Venezia. Intanto il governo spagnolo porta in trionfo Francesca Albanese…”.
“Impegno comune” (Avvenire).
“E ora liberate Stasi” (Libero).
“La manovra fallita contro Colle e governo”, di Mario Sechi. “Il caso Minetti è sempre più interessante: partito a razzo come uno scandalo che puntava a screditare Palazzo Chigi e il Quirinale, ora striscia nel sottobosco dei media, in attesa di essere sepolto. Le smentite si accumulano, le prove di quanto scritto dal Fatto Quotidiano e da altri non ci sono, chi ha fatto da megafono ora schiva l’argomento e passa ad altro, intrepidi reporter (Sigfrido Ranucci) si sono dovuti «cospargere il capo di cenere» (ma senza farsi lo shampoo) dopo aver dato notizie non verificate, dunque non -notizie che non dovevano essere divulgate, addirittura false, come nel caso di un incontro in Uruguay tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il marito della Minetti, Giuseppe Cipriani”.
“La procura spegne le smanie del Quirinale sulla Minetti” (La Verità).
“Leone e Trump non fanno pace. Iran, il mondo spera per Hormuz” (Domani).