La rassegna stampa e le prime pagine dei giornali di oggi 9 aprile - Blitz Quotidiano
La notizia principale di oggi in apertura sui quotidiani è quella relativa ai raid di Israele sul Libano che minano la tregua firmata tra Usa ed Iran e annunciata nella notte fra martedì e mercoledì. “Raid a Beirut, la tregua vacilla”, è l’apertura del Corriere della Sera. “Bombe di Israele sulla tregua”, è invece la prima pagina di Repubblica. “Trump fa la pace, la sinistra no”, titola Libero.
La rassegna stampa di oggi:
“Bombe di Israele sulla tregua” (La Repubblica).
“Raid a Beirut, la tregua vacilla” (Il Corriere della Sera).
“Il difficile post-Iran degli Usa”, di Giuseppe Sarcina: “La prima, vera guerra di Donald Trump è durata 38 giorni tumultuosi, in bilico tra farsa e tragedia, tra conigli pasquali e minacce di riportare l’Iran all’età della pietra. Ora il presidente americano canta vittoria e questa non è una novità. Lo ha fatto sistematicamente da quando è tornato alla Casa Bianca. Vittoria con i dazi, vittoria con la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro, vittoria con il «Board of peace» per l’ipotetica ricostruzione di Gaza”.
“Israele bombarda la tregua” (La Stampa).
“Iran, i mercati corrono ma tregua a rischio. Libano, raid di Israele: centinaia di morti” (Il Sole 24 Ore).
“Raid su Beirut ma le Borse volano” (Il Messaggero).
“Apocalisse ma per gli Usa” (Il Fatto Quotidiano).
“Dies Iran”, di Marco Travaglio: “Sembra ieri che, grazie ai bombardamenti american-israeliani, l’Iran era lì lì per diventare il paradiso terrestre: regime change, mullah e pasdaràn morti o in galera o convertiti al cristianesimo e/o all’ebraismo, abolizione dell’Islam, governo liberaldemocratico col figlio dello Scià o qualcun altro scelto da Trump e/o Netanyahu, addio arricchimento dell’uranio, oppositori in trionfo, ragazze truccatissime…”.
“Ombre Rosse. Scoppia il caso Salis: la casa in comune con il suo portaborse” (Il Giornale).
“Nient’altro che guerra” (Il Manifesto).
“Libano martoriato” (Avvenire).
“Trump fa la pace, la sinistra no” (Libero).
“Il lamento degli orfani del caos”, di Mario Sechi: “Nel cuore della notte di martedì è arrivata la delusione per la sinistra che puntava sul “Trump guerrafondaio” per montare la gazzarra parlamentare ad uso interno nel giorno (oggi) dell’intervento di Giorgia Meloni alle Camere sulla crisi nel Golfo. I progressisti, quelli che la sanno lunga e la capiscono cortissima, pensavano che Trump avrebbe raso al suolo l’Iran, bombardato a tappeto la Grande Persia che non riescono a individuare sulla mappa, erano già pronti alla manifestazione di massa contro il “genocidio” americano dei poveri iraniani, dopo non essersi accorti di quello degli ayatollah contro i manifestanti per la libertà che le classi in carrozza dell’Occidente disprezzano”.
“L’ultima piroetta di Trump (forse) ci evita il lockdown” (La Verità).
“Beirut, Israele massacra i civili. Così Netanyahu boicotta la guerra” (Domani).