Politica

La Russa attacca Vannacci: “Ha votato con il centrosinistra, il campo largo è nel caos”

Il presidente del Senato Ignazio La Russa torna a parlare degli equilibri politici italiani e, in un’intervista rilasciata a Il Messaggero, commenta la posizione del generale Roberto Vannacci. Secondo la seconda carica dello Stato, la rottura non sarebbe stata provocata dal centrodestra. “Vannacci faceva parte del centrodestra. Non siamo noi che lo abbiamo espulso, è lui che è uscito e ha ripetutamente votato col centrosinistra”, afferma La Russa. Il presidente del Senato affronta anche il tema dello Stabilicum, sottolineando che la riforma prevede l’indicazione del candidato premier direttamente nel programma elettorale.

Le critiche al centrosinistra e al campo largo

Nel corso dell’intervista La Russa si sofferma anche sulla situazione delle opposizioni, descrivendo un quadro fortemente frammentato. “A sinistra ci vorrebbe la palla di vetro per indovinarlo, perché sono l’uno contro l’altro. Schlein non vuole Conte, Conte non vuole nessuno che non sia se stesso. Oggi abbiamo anche la novità con il duo, che poi comico non è, Bonelli-Fratoianni che alza la voce. E poi c’è Renzi che è come un parente povero che tengono nascosto dietro un paravento, da tirare fuori eventualmente all’ultimo. Dietro l’angolo si affaccia anche Grillo, che ogni tanto spunta per dire la sua. In questo bailamme, più che indovinare chi sarà o non sarà il candidato, dovremmo chiederci: ‘ci sarà o non ci sarà un campo largo con tutti questi soggetti? E ancor di più, avranno mai un programma comune?'”, dichiara il presidente del Senato. Parlando della maggioranza, aggiunge inoltre: “Confido che responsabilmente la maggioranza non avrà problemi, anche dopo i piccoli correttivi, come quello sulle donne, che sono stati inseriti”.

L’immigrazione e l’affondo contro il governo spagnolo

La Russa dedica infine un passaggio al tema dell’immigrazione, criticando la gestione della Spagna e il comportamento della sinistra italiana. “Madrid da un lato ha incoraggiato l’immigrazione clandestina, salvo poi, a Ceuta, lasciare i migranti senza pane e acqua. Ci sono 100 morti e non ho sentito nemmeno la sinistra italiana stacciarsi le vesti per queste vittime. Il mito Sanchez è finito lì. Allora meglio una reazione forte, preventiva, che predicare bene e poi fare carne da macello”, conclude il presidente del Senato, rilanciando il dibattito sulle politiche migratorie e sul confronto tra maggioranza e opposizione.

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Francesca Ripoli