La voglia pazza di centro: tutti lo cercano, nessuno sa davvero come conquistarlo (foto ANSA) - Blitz quotidiano
C’è una corsa sfrenata verso il centro. Come se fosse la panacea di ogni male. Lo vogliono tutti, tranne che il Pd e i suoi cespugli. Infatti il partito di Elly Schlein è precipitato al 19 per cento. Questo è il sondaggio pubblicato poche ore fa dalla Repubblica, un giornale che non può dirsi vicino a Palazzo Chigi. Come mai tanta predilezione? Perchè forse la gente si è stancata di assistere a queste continue liti e la politica si è accorta che andando avanti così, l’assenteismo aumenterà come hanno dimostrato le recenti elezioni suppletive della Calabria. Allora si corre ai ripari sperando di tornare al passato quando alle urne andava una buona percentuale di italiani. Troppo tardi? Assolutamente no, se la sveglia continuerà a suonare ed a scuotere i Palazzi. Negli ultimi giorni, prima e durante il weekend, il boom è esploso. A suonare la carica è stato Matteo Renzi, il quale le sta tentando tutte pur di rientrare nel giro. Ha capito che nel campo largo non c’è posto perchè Giuseppe Conte non lo vuole, non si fida più di lui e chiede garanzie. ” Non ho bisogno di darle”, risponde piccato il leader di Italia Viva. Dunque, forse non è valsa a nulla la corte che l’ex presidente del consiglio ha fatto alla Schlein. La segretaria lo avrebbe accettato volentieri pur di allargare il consenso del “suo” campo largo, ma quando ha visto il diniego assoluto dei pentastellati ha fatto marcia indietro e non ha più dato confidenze a chi la scongiurava di accoglierlo. D’altronde, come avrebbe fatto a voltare le spalle ai 5Stelle senza delle quali ogni tentativo di ribaltare l’attuale situazione sarebbe fallito?
Capìta l’antifona – perché a Renzi si può dire tutto tranne che non essere un grande navigatore della politica – eccoci alla Leopolda, chiusasi ieri. Il furbacchiond ha cambiato marcia, mettendo addirittura la quinta. Si è rivolto niente popò di meno che a Forza Italia dicendole di smetterla di stare accanto ad una alleanza bollita e di stringere un patto con il centro che, di certo, risulterebbe vincente se il resto della comitiva avrebbe smesso di sfogliare la margherita e di rimanere in un limbo senza la minima possibilità di tornare a contare. Il primo ceffone il buon Renzi lo ha preso dallo stesso Antonio Tajani, il quale non ha avuto un attimo di esitazione e gli ha risposto: “Il vero centro siamo noi fin dai tempi di Berlusconi. Non sono io a confermarlo, è la storia”. Fine della trasmissione, dunque? Probabilmente, anche questo ultimo tentativo dell’onnipresente Renzi (almeno nei talk show e sui giornali) ha fatto flop, ma non per questo può dirsi fallita la corsa verso le forze più moderate. I riformisti del Pd, ad esempio, predicano da tempo questa “moda”, senza contare la vicinanza di più Europa e dello stesso Carlo Calenda che si rende conto che non c’è altra via per tornare a sedersi sulle poltrone che hanno un peso specifico.
Attenzione: chi legge potrebbe sobbalzare e pensare che chi scrive è andato fuori di testa. Ma se si ragiona e si guarda a quel che è successo negli ultimi anni forse qualche perplessità potrebbe sorgere. Per esempio: Giorgia Meloni (anche lei) non si è trasformata in una moderata della destra che non ha disdegnato il centro? Alle estremità del pensiero politico ci sono i Fratoianni e i Bonelli ( considerati i cespugli della sinistra) e il funambolico generale Vannacci che, al momento, sta bruciando le tappe mettendosi alle spalle (almeno secondo i sondaggi) sia Matteo Salvini che Antonio Taiani. Da quando siede a Palazzo Chigi, non si può negare che la premier abbia guardato sempre più verso il centro abiurando pure la grande amicizia che aveva con Donald Trump. Non solo: osserviamo l’iter del suo governo. In politica estera ha allacciato grandi rapporti anche con quei Paesi a cui nessuno pensava tanto che i grandi giornali europei ed extraeuropei hanno riconosciuto la sua bravura e la sua capacità di interloquire con tutti, nessuno escluso. E’ questo atteggiamento della leader di Fratelli d’Italia ad indispettire la Schlein e i suoi fedelissimi. I quali non sono d’accordo quasi su niente tranne che quando si deve parlare del fallimento di Giorgia Meloni. Allora il denominatore comune si trova subito. Come per incanto. E’ la paura di rimanere fuori dal giro. Si ricompattano, ma solo per un momento. Poi torna il litigio.
A proposito del campo largo e delle primarie che forse si faranno o forse no: la Schlein è terrorizzata dalla nuova idea di Giuseppe Conte di far votare tutti anche on line. L’avvocato del popolo deve aver fatto bene i conti prima di esprimersi. E’ convinto che in questo modo la segretaria non avrebbe scampo. Amen.