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Landini a tutto campo. E lancia da Reggio Emilia la campagna d’autunno della Cgil. Annuncia a sorpresa: non mi candiderò alle Primarie, resto segretario

Landini a tutto campo. Sfoghi e annunci a sorpresa. Un fiume in piena che esonda in una platea di compagni-amici-concittadini. Il segretario della Cgil è intervenuto alle celebrazioni per i 125 anni della Camera del Lavoro di Reggio Emilia tenutosi all’Auditorium Malaguzzi, tradizionale luogo di incontro e confronto per chi vuole innovare la cultura o, più semplicemente, confrontarsi col pubblico e illustrare il suo piano d’azione. Maurizio Landini, 65 anni, incalzato dalla giornalista mantovana Silvia Truzzi del “Fatto quotidiano”, ha parlato di tutto.

I punti chiave del segretario Cgil

Primo,il clamoroso annuncio (“Non mi candido alle Primarie”). Secondo, continuerà a fare il segretario nazionale almeno fino all’anno prossimo quando si terrà il congresso nazionale della Cgil. Lascerà l’incarico “dopo le elezioni politiche. Così è stato deciso”. Insomma il nuovo segretario del più importante sindacato si insedierà solo dopo il congresso; Landini dunque resterà oltre la scadenza naturale del suo mandato.
Quarto, l’attacco al governo (“è un pericolo per il Paese”). Quinto il severo monito alla opposizione perché “non ha usato intelligentemente la bocciatura degli italiani sulla riforma della giustizia”.
E mentre a Palazzo Madama il Senato approvava il testo della nuova legge elettorale – alias lo “Stabilicum” – fortemente voluto dalla premier Meloni e prossimo al traguardo (atteso un nuovo passaggio alla Camera), da Reggio Emilia partiva la stroncatura del sindacato: dalle preferenze “fisse” allo scoglio delle firme (“No alla legge truffa”).

Le quattro emergenze

Landini ha tuonato: “Chi vincerà le Politiche del 2027 dovrà affrontare quattro emergenze”. E le ha indicate quale piatto forte del suo programma d’autunno: salari,  il collasso della sanità pubblica, la precarietà giovanile che svuota l’Italia e la sicurezza sociale , come si teme con le turbolenze che si registrano per l’ex Ilva di Taranto.

La Cgil farà tutte le pressioni del caso, pur in presenza della volontà del governo che, nell’incontro romano di mercoledì 16 a Palazzo Chigi, ha garantito l’intenzione di “proseguire la produzione di acciaio usando le risorse già previste per forni elettrici a Dri (non dunque a carbone) e, se serve, integrarle”. Il tavolo con i sindacati è riaggiornato a venerdì prossimo al Ministero del Lavoro. Staremo a vedere.

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Enrico Pirondini