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Landini: “Non c’è sciopero che Salvini non tenti di precettare”. E su Meloni: “Di sociale esattamente cosa ha fatto?”

Lo sciopero del trasporto aereo del 16 febbraio e del 7 marzo “è stato proclamato a dicembre. Il governo, se avesse voluto, aveva tutto il tempo di risolvere la situazione, perché la ragione dello sciopero riguarda i contratti, le condizioni di lavoro”.

Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, intervenendo a Roma alla presentazione del suo libro Un’altra storia. “Tra l’altro – ha aggiunto – vorrei ricordare che il ministro Salvini non è nuovo a precettazioni. Non c’è sciopero che Salvini non tenti di precettare”.

Quello del trasporto aereo, ha sottolineato, “è uno sciopero proclamato in modo unitario da tutte le sigle sindacali. Immagino che porteranno quelle che sono risposte efficaci da dare di fronte a una precettazione, perché le ragioni che hanno portato a quello sciopero ci sono tutte e non sono cambiate. Il problema è che molto spesso questo ministro, anziché guardare le ragioni per cui si proclama uno sciopero e quindi risolvere i problemi che stanno alla base, vede rosso tutte le volte che vede uno sciopero”.

“Mi sembra evidente che ci sia, lo dico in modo molto esplicito, un tentativo di questo governo di mettere in discussione il diritto di manifestare delle persone – ha continuato Landini –. E questo lo stanno dicendo in modo esplicito, con la presentazione di proposte di legge in Parlamento. C’è, da un certo punto di vista, un tentativo chiaro di mettere in discussione il ruolo stesso del sindacato. Dall’altra parte penso che chi governa non debba prendere la parte delle imprese, ma debba essere in grado di trovare soluzioni o di favorirle anche attraverso la contrattazione”.

Sul piano europeo, il leader Cgil ha osservato: “In questa fase pensare che si possa ricostituire l’asse Roma-Berlino crea qualche imbarazzo. Ma la cosa vera è che c’è una divisione dentro i Paesi europei che non sta permettendo all’Europa di esistere. In un momento in cui si sta ridisegnando il mondo è evidente che devi confrontarti con Stati Uniti, Cina, India: singoli Paesi europei da soli rischiano di non andare da nessuna parte”. E ha richiamato “la riunione dei capi europei che hanno chiesto a Draghi e Letta di affrontare il tema del ritardo tecnologico e degli investimenti”.

Infine l’allarme sull’industria: “Sono tre anni di seguito che cala la produzione industriale del nostro Paese. Siamo di fronte al rischio molto concreto che intere attività industriali saltino, spariscano. Se parliamo di Stellantis, un’azienda che potrebbe produrre 1,5 milioni di auto all’anno è a livelli di 300-400 mila. Nei prossimi mesi potrebbero presentarci piani non di sviluppo ma di ridimensionamento. E la stessa cosa sta succedendo all’Ilva”.

Quanto al governo, Landini attacca: “Meloni di sociale esattamente che cosa ha fatto? La propaganda è questa. Non bisogna stare alle parole, ma andare a vedere quello che succede. La condizione materiale delle persone è migliorata o è peggiorata? I salari non sono aumentati, il carrello della spesa è peggiorato. Le tasse sul lavoro, complessivamente, non sono state diminuite”.

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Gianluca Pace