Politica

L’Avidità di Potere a “qualsiasi costo” e la fine dello Stato di Diritto

Ogni legge deve interpretare la “coscienza collettiva” dell’epoca in cui essa è concepita. I moderni Testi Costituzionali hanno ancora l’impronta del liberalismo in lotta contro l’assolutismo, del socialismo o del comunismo, delle Religioni diventate partito. Le Leggi scaturite dal cervello dei teorici del Diritto sono raramente vitali, perché derivano da formule, dogmi e terminologie ereditate dal “passato” e diventano quindi “superate” nello stesso momento in cui sono scritte.

Ad esempio, la contrapposizione fra Monarchia e Repubblica secondo la concezione dei nostri padri costituenti, è roba da museo. Oggi, in Europa esistono dodici monarchie i cui sovrani hanno gli stessi poteri del nostro presidente della Repubblica e che sono amate dal popolo molto più di Macron in Francia.

Il problema dell’immigrazione non lo risolvi contrapponendo il cattolico-umanitario che li vorrebbe accogliere tutti con il leghista che ne fa una questione di “razza padana”. Il politico che si rivolge alla platea televisiva deve conoscere la storia delle emigrazioni. Gli italiani che andavano negli Usa per scappare dalla povertà erano di due tipi: quelli che accettavano qualunque lavoro e si portavano dietro una specializzazione tecnica o la buona volontà e quelli che andavano a fare i mafiosi. Il loro ingresso era selezionato da funzionari il cui giudizio era legge, nessuno poteva rivolgersi al Magistrato, era una questione “burocratica”.

Se prevedi nella Costituzione che qualunque emigrato irregolare, lavoratore o delinquente, può rivolgersi ad un Giudice per tre gradi successivi a spese dello Stato, dai origine ad un business “legale” senza fine.

Devi decidere se le norme attuali siano adeguate ai mutati scenari dell’immigrazione, sapendo che se non le modifichi non risolvi il problema. Devi chiederti senza remore: perché gli italiani disdegnano il mestiere di muratore ormai “monopolio” degli albanesi e perché, in ogni palazzo che ristruttura la facciata, a fine lavori si verificano furti negli appartamenti che la polizia non prende neppure in considerazione?

Questa storia che l’Italia ha bisogno di importare mano d’opera per far girare la macchina produttiva, la devi accettare come la conseguenza ineludibile dell’aumento del nostro benessere nazionale oppure come un segno di decadenza di un popolo?

Se un’etnia ben radicata e fiera delle proprie origini occupa i cantieri di Monfalcone, nasce un problema che non puoi risolvere con il reddito di cittadinanza a favore del disoccupato per scelta.

La politica della sinistra illuminata che vorrebbe assumere nelle amministrazioni pubbliche tutti i cittadini che non trovano lavoro nel sistema produttivo, porta ad uno squilibrio economico permanente del Paese, perché i dipendenti statali e comunali li paghi con il gettito tributario delle imprese.

Esistono rapporti fisiologici tra impiego pubblico e privato che non puoi superare tornando alle partecipazioni statali, come vorrebbero i sindacati ogni volta che un’azienda entra in crisi. Il fatto che l’italiano medio aspiri allo stipendio statale sicuro piuttosto che mettersi in proprio, è certamente pericoloso.

La tutela esasperata del fattore lavoro “invecchia” l’organizzazione; infatti, chi detiene una posizione sicura tende a perpetuarla, non sempre grazie all’impegno e alla professionalità, bensì attraverso il protezionismo nei confronti delle forze nuove che si affacciano sul mercato.

L’emigrazione dei nostri giovani e dei cervelli migliori non è un evento di Dio ma delle politiche governative.

Per queste ed altre ragioni pratiche, i partiti ottocenteschi che derivano da un principio astratto e valoriale, sono diventati “contenitori” in estinzione.

Negli Usa, il partito Repubblicano vince le elezioni perché Trump organizza tratte per espellere gli immigrati, contrasta i woke nelle Università, licenzia migliaia di burocrati, manda in piazza poliziotti mascherati come quelli della polizia morale iraniana, investe una fetta enorme del debito pubblico in armi.

I democratici hanno perso le elezioni perché si limitano ad agitare i Diritti ma non propongono rimedi pratici alternativi.

I Diritti non sono separati dalla scienza politica e la scienza politica non è separata dalla Storia. Il giurista vede la tecnicità e le regole. Lo storico cerca di scoprire la funzione degli uomini, dei gruppi, della società.

La Storia delle “società civili” ci insegna che ogni “dirigente” cerca di ingigantire con ogni mezzo l’istituzione che governa. Il fenomeno non è peculiare delle organizzazioni politiche ed economiche ma si può osservare in ogni attività umana.

Perciò i rettori vogliono università più grandi, i capitani marittimi più grandi navi, i sacerdoti più grandi Chiese e gli attuali despoti Putin, Trump e XI imperi più vasti. È l’avidità di Potere a “qualsiasi costo”, a generare la fine delle civiltà, dei regimi, delle burocrazie e delle imprese. In campo economico, si considera “liberista” il sistema in cui il potere coincide con la proprietà.

L’assemblea degli azionisti sarebbe un organo “democratico” perché ciascuna azione dà diritto a un voto mentre il consiglio di amministrazione non lo sarebbe, dal momento che le decisioni sono assunte da una ristretta cerchia di individui. In pratica non è così, perché nelle assemblee si verifica l’incetta di voti in capo a soggetti che hanno il potere di nominare gli amministratori. Pretendere che un amministratore non faccia gli interessi dell’azionista di maggioranza che può sempre revocarlo, è un’astrazione giuridica.

Il capitalismo che ci ha guidato per più di un secolo, si è basato su questo principio della “separazione dei poteri” che non è mai stato rispettato. Le speculazioni sui titoli azionari si verificano da quando esistono le Borse. Le odierne tecniche di spoliazione delle masse finanziarie sono identiche a quelle di tre secoli or sono: approfittare di informazioni “privilegiate” o “create” ad arte.

Lo storico suggerisce di andarsi a leggere Daniel Defoe che racconta le astuzie di Mr. Child, uno speculatore del 1719, che mobilitava squadre di agenti per divulgare cattive notizie sulla sorte dei convogli che provenivano dalle indie, per poi acquistare i titoli a prezzi dimezzati.

Tuttavia, non era mai accaduto che le condizioni speculative (l’euforia o la paura) derivino dai capi di governo che dovrebbero contrastarle. Quando Trump ha dichiarato al mondo di essere pronto a scatenare una guerra per impossessarsi della Groenlandia, milioni di piccoli azionisti senza tutele hanno subìto perdite pari agli utili conseguiti dai “ribassisti”.

Nessun giudice americano ha fin qui proposto di indagare sulle operazioni di borsa del tycoon e della sua Corte. Con quanta nostalgia ricordo il conflitto di interesse con cui le nostre procure avevano perseguitato Berlusconi per tanti anni!

L’intelligenza artificiale aumenta il potere degli speculatori, perché non appena esce la notizia di rischi potenziali, i cervelloni informatici danno l’ordine di vendere in “blocco”, senza valutare i bilanci delle singole società quotate. Anche la discussione tra Democrazia e Autarchia è “vecchiotta”. Puoi andare al potere con il partito unico o consultando il corpo elettorale. La democrazia porta al governo chi ha più denaro per persuadere il popolo a votare per un candidato. I “borghi putridi” di Londra nei quali i ricchi borghesi si compravano un seggio, erano identici agli acquisti dei voti ai tempi di Giulio Cesare e all’incetta dei finanziamenti elettorali nell’America moderna.

Il problema del finanziamento dei partiti lo puoi risolvere con le leggi “etiche” e allora conferisci un potere immenso e destabilizzante alle Istituzioni giudiziarie, come è avvenuto in Italia, oppure puoi decidere che il finanziamento deve essere libero e illimitato come avviene negli Usa e allora devi accettare il potere dei “signori del denaro”.

Come si governa una “folla”? Ai tempi di Gesù, in occasione della Pasqua, era usanza liberare un condannato a morte. Ponzio Pilato chiese: volete libero Gesù o Barabba? I presenti (ai quali i sacerdoti del Sinedrio avevano fatto distribuire vino e grano) urlarono più volte: “vogliamo libero Barabba!”. Si tratta del primo caso nell’era cristiana di “manipolazione del consenso”: Cristo è messo alla croce da un’assemblea “truccata”.

Come avviene oggi nelle assemblee sindacali e nelle società ad azionariato diffuso, che riempiono la piazza o la sala di propri seguaci e millantano che la riunione esprime il volere degli aventi diritto al voto. Il più pericoloso “abuso di potere” al mondo è quello dei “servizi segreti”, un gruppo di individui ai quali sono conferiti poteri straordinari e fuori controllo nell’interesse dello “Stato” e che poi sono utilizzati nei giochi di potere.

Un manipolo relativamente piccolo di uomini armati, come gli antichi pretoriani romani, le SS di Hitler, il KGB di Stalin o di Putin, le fidate polizie di Gheddafi o di Saddam Hussein, può tenere sotto controllo intere popolazioni ancor meglio di un esercito regolare. Gli psichiatri sovietici dichiaravano infermi di mente i nemici del regime per poi internarli nei manicomi. Putin ha preso il potere utilizzando il KGB per eliminare Aleksej Navalny, Anna Politkovskaja e migliaia di perseguitati politici internati, torturati e uccisi.

In Egitto, a distanza di dieci anni dall’omicidio di Giulio Regeni non conosciamo ancora i nomi dei torturatori che avevano la “licenza di uccidere”.

Gli omicidi di massa in Iran dei giovani manifestanti e quelli in Venezuela sono condannati da tutto il mondo, ma l’ONU non li ha mai saputi contenere. Ciò si verifica non 4 solo per il diritto di veto ma per la conquista della maggioranza di quell’Assise da parte di paesi come la Cina, la Russia, la Nigeria, l’Egitto e numerosi altri africani e medio orientali, che non avrebbero diritto di farne parte perché non rispettano i diritti umani. L’ONU, per mantenere e aumentare le dimensioni delle proprie strutture accetta qualunque “socio” che paghi la quota.

Se un funzionario dell’Aise può liberamente scegliere tra l’impiegare le ore d’ufficio in attività “dovute” oppure a fabbricare dossiers su uomini politici da utilizzare per far carriera, nella maggior parte dei casi sceglierà questa seconda strada: il fatto strano è che ci si continui a stupire di tale circostanza.

Se scegli di ripudiare la guerra, devi per forza scendere a patti con i paesi del terrorismo, come aveva fatto l’Italia ai tempi di Aldo Moro e allora non devi scatenare qualche Pm in cerca di gloria.

Published by
Giorgio Oldoini