Le alleanze che non ci sono: il vero problema della politica italiana (foto ANSA) - Blitz quotidiano
Si può usare il sostantivo alleanza quando si parla dei partiti che governano? La stessa espressione vale per le forze della minoranza? Attenzione: valutiamo prima il significato di quel sostantivo. Leggiamo l’enciclopedia del Devoto: si definisce tale “un accordo o un patto tra due o più parti finalizzato alla coalizione politica”. Ebbene, esiste questo feeling sia a destra che a sinistra? Gli ultimi avvenimenti dimostrano il contrario. Giorgia Meloni ha a che fare con un Matteo Salvini che ogni giorno se ne inventa una che mette in imbarazzo la premier. Antonio Taiani è sempre più circondato dalla famiglia Berlusconi che vorrebbe una Forza Italia più moderata, più propensa ad andare verso il centro. Perchè? Entrambe hanno paura che qualcosa possa farli precipitare in un burrone. Il leader del Carroccio teme sempre più le tesi del generale Vannacci che lo ha nettamente superato nelle preferenze. Come si può fermare questo successo? E’ l’interrogativo che toglie il sonno al Leghista, il quale farebbe carte false per frenare questa marcia e riportare le cose allo “status quo ante”.
Dal canto suo il ministro degli Esteri sente la pressione di Pier Silvio e Marina e cerca in tutti i modi di seguire i loro desideri che, spesso e volentieri, non sono in sintonia con i suoi. A sinistra non si vivono altrettanti giorni tranquilli perchè Elly Schlein ha a che fare con molti amici-nemici che non vedono l’ora di mandarla fuori da via del Nazareno. La segretaria è onnipresente, gira in lungo e in largo la penisola per far sentire la sua voce che a volte diventa tenue quando si tratta di tirare le briglie a chi è contro la sua rivoluzione a sinistra. Allora, intervengono le varie correnti del Pd contrarie al pensiero di Elly e, se vogliamo, anche al suo campo largo. Questa unità la difende con ardore, ma quanti sono con lei? Inoltre, deve guardarsi dal “pericolo Conte” che è sempre ambiguo quando deve parlare del futuro e di quella candidatura che alle politiche del 2027 dovrebbe vedersela con la Meloni. “A che gioco sta giocando la Schlein?”, si domanda stamane il giornale di Marco Travaglio, un quotidiano che va sempre sottobraccio con l’avvocato del popolo?
Sono i cattolici i più accaniti avversari della leader del Pd. Monsignor Giovanni Ricchiuti, il presidente di Paz Christi Italia, viene preso dallo sconforto dopo aver letto una intervista concessa da Elly al Foglio. Dice testualmente rispondendo ad un giornalista del “Fatto”:Le sue frasi sono puntualmente le stesse, non ha concetti nuovi che possano interessare la gente che la segue. Alla fine, mi son cadute le braccia”. Non è poco. Se poi si aggiunge a tutto questo una ricomparsa nell’agone politico di Alessandro Di Battista il quadro è completo. Se ci è concesso un paragone matematico potremmo scrivere che Vannacci sta al centro destra, come Di Battista al centro sinistra. Sono due pericoli da non sottovalutare. Lo sanno maggioranza o opposizione oppure ritengono che si tratta di fenomeni passeggeri?
Forse – lo sostiene la gente che vuol davvero bene a questo Paese – bisognerebbe piantarla di comportarsi come cani e gatti. L’Italia deve voltare pagina se vuol continuare ad essere una Nazione che conta in Europa. Allora si dimentichi (a favore dei problemi seri) il continuo braccio di ferro che fa molto male al Paese. Tutti insieme, in Parlamento, si vada alla ricerca di quelle strade che debbono servire presto all’Italia. Sicurezza, scuola, sanità, un lavoro più congruo e meglio remunerato. Così si tornerà a credere alla politica e nel 2027, gli assenteisti prenderanno una sonora scoppola.