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Slitta a giovedì pomeriggio, alle 17, e non a mercoledì come inizialmente previsto, il prossimo Consiglio dei ministri che affronterà il nuovo pacchetto sicurezza. Sul tavolo dell’esecutivo, come emerso anche dalla riunione di governo di ieri a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni, dovrebbero arrivare sia un decreto legge sia un disegno di legge con nuove misure in materia di ordine pubblico.
A spingere per un giro di vite è la Lega, che chiede l’introduzione di una cauzione preventiva per chi organizza o partecipa a manifestazioni a rischio. “Per la Lega è fondamentale un pacchetto sicurezza che garantisca i cittadini perbene e le forze dell’ordine. Tra le misure necessarie c’è anche quella del chi sbaglia paga”, si legge in una nota del partito.
“Chi scende in piazza dovrà pagare una cauzione, come già successo alla Lega nel 1999 quando organizzò una manifestazione a Roma. Non possono essere tollerati altri casi Torino”.
Il tema sarà al centro anche del Consiglio federale della Lega, convocato oggi alle 16. In quella sede verranno definite le proposte da portare al tavolo del governo, a partire dalla norma “chi rompe paga”, pensata per evitare nuovi episodi come quelli legati al centro sociale Askatasuna.
Sulla questione è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un’intervista a Il Messaggero: “Bisogna garantire la sicurezza. Sia quella delle manifestazioni, sia la sicurezza in generale, che riguarda dal controllo delle baby gang all’uso dei coltelli da parte dei giovani. I lavori sono ancora in corso, ma è necessario puntare sulle garanzie per le forze dell’ordine per evitare che si ripeta quanto successo a Torino, dove gli scontri erano preordinati”. Quanto a fermo preventivo e cauzione, Tajani frena: “Tutto può essere fatto, ma nel rispetto della Costituzione. Sono ipotesi: bisogna trovare un modo per garantire la sicurezza senza limitare il diritto a manifestare”.