Politica

Le mosse delle grandi potenze: Cina, Russia, Usa. E Londra vuole una Nato più forte in Groenlandia

Le mosse delle grandi potenze ricche di incognite e ambizioni. Nel dettaglio:

CINA, MIRE SU TAIWAN – La Cina non molla soprattutto dopo l’operazione americana in Venezuela. L’attacco a Caracas e la cattura di Maduro sono stati stigmatizzati da Pechino. La Cina, nel contempo, lascia intendere che può sentirsi autorizzata alle stesse mosse che ha fatto Donald Trump. Tutto da verificare il nuovo corso del Venezuela e l’impatto che avrà nelle forniture di petrolio alla Cina.

UE, CERCA IL DIALOGO CON GLI USA – L’ Unione Europea è in stallo: da una parte ribadisce la mancanza di legittimità di Maduro, dall’altra rimarca la necessità di consentire l’autodeterminazione dei venezuelani. In ogni caso invitando ad evitare escalation. All’Europa servirà molta coesione nel dialogo comunque necessario con gli USA se non vuole soltanto subire e non incidere. Oltretutto c’è l’idea di Starmer di avere una Nato più forte in Groenlandia: vuole mostrare al Tycoon che il Patto Atlantico è deciso a mettere in sicurezza il proprio  territorio. Il premier inglese parla a Washington perché Mosca e Pechino intendano. E’ annunciato per mercoledì un incontro USA-Danimarca.

RUSSIA,VUOLE RITARDARE LA TREGUA – Continuano i bombardamenti sull’Ucraina dove la pace sembra ancora lontana e le ripercussioni dell’attacco in Venezuela possono riflettersi anche sull’atteggiamento di Mosca. L’Europa non molla Kiev ma non si può giustificare alcun intervento militare europeo  unilaterale perché rifletterebbe una logica molto pericolosa, su scala globale. Va comunque detto che l’Ucraina è allo stremo. A Kiev centinaia di case sono rimaste senza riscaldamento.

MEDIORIENTE, ISRAELE E L’INCOGNITA IRAN – Fibrillazioni nel mondo. Londra coinvolge gli alleati della Ue per depotenziare le mire espansionistiche americane. La Casa Bianca minaccia Cuba, mentre il Medioriente vive ore sempre più difficili. Su tutto la rivolta in Iran contro gli Ayatollah, iniziata il 28 dicembre, che sta registrando centinaia di  morti e migliaia di arresti. Il Medioriente è probabilmente la regione con gli equilibri più complessi. Lo scorso giugno gli Stati Uniti hanno attaccato i siti nucleari iraniani bombardandoli anche con l’utilizzo di micidiali bombe da oltre 13 tonnellate, le cosiddette “Bunker Buster” (letteralmente “sfondabunker”)in loro esclusivo possesso . Una azione chirurgica che potrebbe ripetersi. Israele, per ora, non si pronuncia. Ma l’allerta è massima.

Published by
Enrico Pirondini