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Legge elettorale, dalle preferenze al premio di maggioranza. Ecco tutte le novità nella proposta del governo

Nonostante la sconfitta al referendum, il governo non arretra e si prepara a portare avanti la nuova legge elettorale. L’esame inizierà martedì 31 marzo in commissione Affari costituzionali alla Camera, dove il testo presentato dal centrodestra sarà utilizzato come base per l’iter parlamentare. La proposta viene abbinata ad altre otto leggi elettorali, ma solo formalmente: il cuore della riforma resta quello depositato dai partiti di governo, con l’obiettivo di garantire «maggioranze parlamentari riconoscibili e stabili», secondo la relazione introduttiva.

La riforma introduce diversi cambiamenti rispetto al Rosatellum, in vigore dal 2017. Primo punto: il candidato premier della coalizione dovrà essere indicato prima del voto, mentre oggi il Rosatellum consente di comunicarlo anche successivamente. Secondo: il premio di governabilità assegna 70 seggi alla Camera e 35 al Senato alla coalizione che supera il 40% dei voti; in caso contrario, se entrambe le prime due coalizioni ottengono almeno il 35%, si va al ballottaggio. Terzo: i listini proporzionali saranno bloccati, con liste di 5-6 candidati senza preferenze, e l’alternanza di genere è obbligatoria; i candidati possono comparire in più circoscrizioni. Quarto: la soglia di sbarramento è fissata al 3% sia dentro che fuori dalle coalizioni, favorendo la corsa solitaria dei piccoli partiti.

Rispetto al Rosatellum, la riforma elimina i collegi uninominali, punta su un proporzionale puro con premio di maggioranza e introduce il ballottaggio, meccanismo inesistente nell’attuale sistema misto. Gli elettori voteranno sia la lista plurinominale sia, eventualmente, la lista circoscrizionale per il premio.

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Gianluca Pace