Politica

Legge elettorale, dopo il caos sulle proposte dell’opposizione ecco cosa ha approvato la maggioranza sulle preferenze (con capilista bloccati)

Il centrodestra respinge gli emendamenti delle opposizioni sulle preferenze pure e vota il suo emendamento unitario in materia che prevede anche i capolista bloccati. Alla fine FdI, che forse avrebbe voluto qualcosa di più, festeggia con i cartelli in Aula con le scritte ‘Con noi le preferenze, con loro zero preferenze’. La premier Giorgia Meloni sui social poi rivendica: “Le preferenze tornano su proposta di FdI, la sinistra non è credibile”. È questo l’epilogo dell’ennesima giornata vissuta pericolosamente, con la  ‘trappola’ architettata dalle opposizioni che non va a segno.

I prossimi scogli però già si intravedono: uno è certamente quello delle quote di genere. L’emendamento approvato dalla maggioranza fa saltare, infatti, le quote previste per i capolista nel Rosatellum. Un punto che, in passato, aveva visto la protesta di diverse parlamentari, anche di maggioranza. Altra questione destinata a creare polemica è, poi, quella inserita nella norma per cancellare quella ‘anti-cespugli’ (che eliminerà qualsiasi soglia di voti per contribuire al premio) che prevede un deciso aumento delle firme per chi entra per la prima in volta in Parlamento. Un “norma truffa della casta” la definisce Giuseppe Conte.

Il nodo più grosso, almeno per il momento, sembra superato ma non senza fibrillazioni. In mattinata, infatti, si confermava in Transatlantico la notizia che FdI stava valutando gli emendamenti di opposizione sulle preferenze. Vannacci dai social lanciava la sfida: “Siano coerenti, le votino”. Ma dalle parti di Forza Italia e della Lega si rispondeva con un fermo no: o si va sull’emendamento su cui c’è un accordo o salta tutta la legge. Ma che i ‘fratelli’ ci abbiano pensato lo confermano in qualche modo anche le parole del sottosegretario Alberto Balboni: “il sub-emendamento è una provocazione, ma il tema c’è e non sarei contrario a soluzioni che amplino” le preferenze, dice.

Viene convocata una riunione di maggioranza con la ministra Casellati, i capigruppo del centrodestra e  quei parlamentari incaricati dai di centrodestra di trovare un punto di incontro. Ciò che emerge dalla riunione dà il segno che le acque non si sono ancora placate: il governo, memore forse anche dell’incidente alla Camera proprio sulle preferenze sul quale era stato dato parere favorevole e, quindi, l’esecutivo era tecnicamente ‘andato sotto’ si rimette all’Aula. Nel frattempo, la frattura si ricompone e la maggioranza fa sapere che voterà compattamente contro gli emendamemti dell’opposizione. E dopo poche ore c’è la conferma. ‘Tra un emendamento strumentale e mantenere gli accordi di maggioranza – scandisce Malan – che permettono la reintroduzione dal ’92 delle preferenze, non abbiamo dubbi: manteniamo la parola sulle preferenze e votiamo contro questo emendamento’. ‘Noi siamo una coalizione che fa sintesi – incalza Maurizio Gasparri – mentre voi litigate su primarie, secondarie…”.

I cartelli al Senato dell’opposizione: “Meloni ha fallito” (foto Ansa) – Blitz Quotidiano

Per le opposizioni sono preferenze “farlocche”

Sono preferenze “farlocche” con i capolista bloccati, replicano dai banchi dell’opposizione, dai quali partono urla ‘Vergogna!’. Matteo Renzi rilegge in Aula un discorso della premier in favore delle preferenze e aggiunge: “Dovete vergognarvi!”. Poco dopo è la volta dell’emendamento di maggioranza, approvato compattamente con tanto di cartelli dai banchi di FdI. Il centrodestra esulta. “Bene le preferenze, la sinistra e Vannacci fanno polemiche strumentali”, dice Maurizio Lupi. “Passa la nostra battaglia”, rivendica Antonio De Poli dell’Udc. L’opposizione invece resta sulle barricate. “Per non perdere la legge perde la faccia”, commenta la segretaria Dem Elly Schlein, mentre Giuseppe Conte denuncia: “nella legge truffa c’è anche una norma proteggi casta”, dice parlando delle firme. “Un altro schifo di questa legge”, dice in proposito Riccardo Magi. Questa riforma è un “danno alla democrazia”, denunciano da Avs.

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Lorenzo Briotti