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“La Corte potrà decidere di dimezzare i termini: è l’unico strumento di cui dispone per accelerare”. Lo ha detto Giovanni Amoroso, presidente della Corte Costituzionale, in un’intervista al Corriere della sera, rispondendo alla domanda se una eventuale pronuncia sulla costituzionalità della legge elettorale arriverà in tempo per le elezioni politiche.
“Se si vota alla scadenza naturale della legislatura sicuramente sì”, chiarisce Amoroso, mentre “nell’ipotesi del voto in primavera si rischierebbe di arrivare sul filo”. “La giurisprudenza della Corte, nelle sue linee generali, è già delineata in due sentenze del 2014 e del 2017”, ricorda poi Amoroso, sottolineando che “i nodi principali, in passato, sono stati il premio di maggioranza, che persegue sì il legittimo obiettivo di favorire la formazione di stabili maggioranze parlamentari, ma che non deve essere di entità tale da determinare un’eccessiva sovrarappresentazione della lista di maggioranza relativa, e le liste che, se bloccate, non possono essere lunghe, perché non consentirebbero al cittadino di esercitare la propria scelta in qualità di elettore”.
L’analisi di questioni che riguardano, per esempio, l’indicazione del candidato premier o la raccolta delle firme per chi non è già presente in Parlamento, “se sollevate, saranno affrontate dalla Corte con il consueto approfondimento”, dice Amoroso.
Parlando poi di fine vita, Amoroso ha sottolineato come “la Corte nelle sue sentenze ha esplicitamente indicato il coinvolgimento del Servizio sanitario e del Comitato etico”. In merito alle Regioni che hanno votato una legge per disciplinare l’applicazione del suicidio assistito, Amoroso ricorda che la Corte ha riconosciuto loro la competenza “a legiferare. Turba però che ci siano regimi differenti e che quindi possa esserci una geografia asimmetrica di regole, foriera di spostamenti da una regione a un’altra. Ci vorrebbe – conclude – una legislazione generale di principio”.